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Catania SSD, la marcia per il riscatto continua: squadra da battaglia

Il Catania non si ferma più e dopo le prime sette partite vinte dai rossazzurri in campionato ciò che più si apprezza della compagine etnea è la capacità di soffrire nei momenti difficili e la voglia di combattere per il raggiungimento dell'obiettivo stagionale. Domenica a Lentini si gioca Paternò-Catania

La forza del Catania ormai è di pubblica evidenza, non soltanto per il raggiugimento del grandissimo risultato di sette risultati utili consecutivi (solo vittorie) quanto per le modalità con cui questi successi sono stati costruiti di settimana in settimana dalla truppa di mister Giovanni Ferraro. L'allenatore etneo ha dovuto fronteggiare l'assenza per infortunio di diversi elementi, la costruzione di una squadra fortissima in tempi però ristretti per l'impostazione della preparazione e per impartire gli elementi fondamentali dal punto di vista tecnico-tattico, ma la qualità degli interpreti e la compattezza dello staff hanno contribuito a bruciare le tappe arrivando pronti all'appuntamento con il campionato di Serie D. Il Girone I ha conosciuto già le potenzialità e la fame di questa squadra, che rappresenta un po' anche i sentimenti che alimentano la città in un periodo storico particolarmente difficile per un contesto depresso e martoriato da mille difficoltà. Dopo il fallimento dello scorso anno e quanto ne è seguito non era facile archiviare tutto e riaccendere uno spirito positivo nella gente. L'obiettivo al momento è stato centrato utilizzando le armi della serietà e della concretezza, prodotta da investimenti importanti e ragionati. 

Il Catania sa vincere le partite anche quando le cose "si mettono male". Diverse sono state le gare in cui gli avversari, tatticamente ben disposti, hanno provato ad imbrigliare i rossazzurri in una rete insuperabile. In queste circostanze la qualità del gioco ne ha certamente risentito, ma il gruppo non ha mai perso lucidità arrivando a proporsi con frenesia. Al contrario la squadra è stata sempre concreta, costante e paziente nell'aspettare i cambi giusti dalla panchina o l'azione che sbrogliasse la matassa. Ne derivano i primati di miglior difesa (3 reti subite) e miglior attacco (17 goal segnati). Queste sono virtù degne di una grande realtà, per il suo campionato di appartenenza. Vincere non è mai facile e chi vince ha sempre ragione: sono assiomi contro cui opporsi non è possibile. Le caratteristiche del Catania stanno sempre più emergendo col passare dei giorni, affrontare diversi turni infrasettimanali poteva rappresentare un altro grosso problema, invece proprio in questo periodo sono venuti fuori alcuni singoli che stanno trascinando la squadra da Rapisarda a Sarno, passando per Rizzo e Vitale. Comunque è il complesso a funzionare bene, ogni anello della catena svolge la sua funzione: l'equilibrio su cui si mantiene un gruppo così ampio e forte è sempre un filo sottile e mantenerlo è un bel traguardo.

Contro il Locri si è fatto notare un altro calciatore molto atteso da tutti i supporters etnei: Giuseppe Giovinco. Non ha fino a questo momento collezionato un minutaggio da urlo, ma al momento giusto ieri Giovanni Ferraro ha deciso di spedirlo nella mischia raccogliendone i frutti: gran goal all'ultimo respiro e partita in ghiaccio con soddisfazione. Dare fiducia e vederla ripagata è una chiave che alimenta il rapporto tra un allenatore e i suoi ragazzi, accresce la competizione e il numero di opportunità per giocarsi le proprie carte. Questo clima certamente aiuterà il Catania a crescere ancora, appoggiandosi sempre ai suoi baluardi, alle bandiere che rappresentano la catanesità in un momento chiave della storia calcistica cittadina, quello della ricostruzione. Bene così, ma non si è fatto niente perché il calcio sa essere crudele: occorre continuare a pedalare e costruire altri record ancora più prestigiosi con la prospettiva del salto di categoria immediato. 

(foto: Catania SSD)

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