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La protesta delle guardie mediche etnee: "Non possiamo difenderci da soli" | VIDEO

Gran parte delle donne in servizio presso le guardie mediche etnee si rivolge ai propri familiari per avere compagnia durante i turni notturni. "Non basta per tenere a bada i malinenzionati - spiega la dottoressa Antonia Morabito - anzi è un pericolo anche per i nostri cari. L'Asp non ha fondi per la vigilanza privata, ma noi non possiamo essere abbandonati"

 

"Da un anno abbiamo attuato una serie di interventi per attuare una legge regionale per adeguare il servizio alle esigenze dei nostri professionisti - aveva dichiarato a CataniaToday il direttore generale dell'Asp Giuseppe Giammanco dopo la violenza subita da una dottoressa in servizio alla guardia medica di Trecastagni - investendo molti milioni nella messa in sicurezza e nell'adeguamento delle strutture. Visto quello che abbiamo verificato in questi giorni, ci stiamo tuttavia facendo le ovvie domande per migliorare le condizioni di sicurezza".

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