#8 marzo delle bambine. bambine, non spose

#8 marzo delle bambine. Bambine, non spose. Per dire non ai matrimoni precoci e ad ogni forma di violenza e di discriminazione sulle bambine, sulle ragazze e sulle donne

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Per simulare la dura condizione delle bambine costrette a matrimoni precoci, 500 ragazze, portando un fermaglio tra i capelli al quale è stato applicato un velo da sposa, hanno interpretato originali coreografie curate dalle docenti Anna Maria Castrogiovanni, Novella Novelli e Cristina Polizzi.

L'iniziativa è stata promossa dal Comitato Provinciale di Catania per l'UNICEF, presieduto da Vincenzo Lorefice, e dal Liceo Artistico "Emilio Greco" di Catania, diretto da Antonio Alessandro Massimino, ed è stata coordinata dalla docente referente UNICEF d'Istituto, Francesca Di Mauro.

L'esclusione delle bambine dalla scolarizzazione primaria, ha sottolineato il presidente Lorefice, aumenta di ben sei volte la probabilità di sposarsi precocemente e milioni di bambini sarebbero stati salvati se le loro madri avessero avuto un'istruzione secondaria e, di conseguenza, migliori conoscenze dei comportamenti igienici e sanitari per garantire la salute dei loro figli.

Quello dei matrimoni precoci è uno dei casi più gravi di infanzia negata che colpisce milioni di bambine e per impegnare la comunità internazionale, l'UNICEF Italia, in occasione della Giornata Internazionale della donna, ha rilanciato per il terzo anno consecutivo, l'hashtag #8marzodellebambine: "L'istruzione come salvavita".

L'istruzione delle bambine è l'investimento più efficace che una nazione possa fare, perché accelera la lotta contro la povertà, le malattie, la disuguaglianza e la discriminazione di genere.

La scuola è un luogo reale di protezione dagli abusi, dallo sfruttamento, dai matrimoni e dalle gravidanze precoci, che mettono letteralmente a rischio la vita delle bambine e delle ragazze, soprattutto in alcuni paesi in via di sviluppo dove le bambine e le donne sono ancora fortemente discriminate.

I numeri dell'infanzia negata:

Spose bambine: circa 70 milioni di donne nel mondo in via di sviluppo (esclusa Cina) tra i 20 e i 24 - più di una su tre - si sono sposate o hanno iniziato a convivere prima dei 18 anni. Se la tendenza attuale proseguirà, entro il 2020 142 milioni di bambine si sposeranno prima di aver compiuto 18 anni. Ciò si traduce in 14,2 milioni di bambine sposate ogni anno, cioè 37.000 bambine sposate ogni giorno.

Gravidanze precoci: almeno 50.000 ragazze tra i 15 e i 19 anni muoiano a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto. Le bambine sotto i 15 anni hanno 5 volte più probabilità di morire durante la gravidanza e il parto rispetto alle donne tra i 20 e i 29.

Abusi: nel mondo, dei 6 milioni e mezzo di bambini tra i 5 e i 14 anni che lavorano come domestici in case private, il 71% sono bambine. A livello globale, circa il 20% delle donne hanno subito abusi sessuali da bambine.

Mutilazioni Genitali Femminili: ancora oggi, più di 125 milioni di bambine e donne sono state sottoposte a mutilazioni genitali femminili/escissione in tutto il mondo. Nei prossimi dieci anni, 30 milioni di bambine rischiano ancora di subire questa pratica.

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