Aggressione al Vittorio Emanuele, Catalano: "L’intero 118 è parte lesa"

Nelle fasi precedenti al pestaggio ha fatto la propria comparsa un sedicente operatore del 118 che, sebbene si trovasse fuori servizio, avrebbe utilizzato il proprio codice d’ingresso per far accedere il Cappadonna

Più sicurezza nei posti di lavoro. Comincia dall’ interrogazione presentata già alcuni mesi fa, in seguito all’aggressione alla Guardia Medica di Nicolosi, all’interno del Senato cittadino di Catania, la presa di posizione da parte dei consiglieri comunali Giuseppe Catalano ed Ersilia Saverino nei confronti dell'aggressione ai danni del medico dell’ospedale Vittorio Emanuele "la cui unica colpa è stata quella di far rispettare le regole e di non piegarsi alla prepotenza di certi soggetti".

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"Senza voler entrare nel merito della questione e confidando nella Giustizia, che farà piena luce sui fatti, non possiamo far finta di nulla in merito al coinvolgimento di un operatore del 118 che, in quel momento, era fuori servizio", dichiarano i consiglier. In particolare, Catalano sottolinea il suo personale rammarico perchè coinvolge un collega che si è sempre dimostrato professionale nel suo lavoro.

"Oggi, però, si rischia di tirare in ballo un intero sistema che è totalmente estraneo a questo genere di episodi e che da vittima non può passare per carnefice. In tutti questi anni il personale del 118 ha subito aggressioni e violenze di ogni tipo - continua Catalano - perché opera spesso in contesti molto difficili e complessi dove minacce, violenze e danni ai mezzi di soccorso sono quasi all’ordine del giorno".

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I consiglieri Saverino e Catalano ribadiscono che non si può cominciare un gioco al massacro dovuto ad un episodio isolato e contestualizzato:  "Non si deve, quindi, in nessun modo gettare fango sulla “Seus S.C.P.A” che con grande abnegazione al dovere e innumerevoli sforzi garantisce una qualità del servizio presa ad esempio in tutta Italia. Da anni il 118 impiega risorse ed energie per far capire ai cittadini l’importanza del proprio operato anche a dispetto di episodi come quello di Porto Empedocle, dove due operatori sono stati aggrediti, oppure di Catania e Giarre dove sono stati causati grossi danni alle autoambulanze. Ecco perchè la nostra interrogazione sul garantire sicurezza e controlli in questi luoghi oggi resta quanto mai attuale", concludono.

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