Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Femminicidio di Bronte, convalidato l'arresto del marito: ha infierito sulla donna con 40 coltellate

Filippo Asero, 47 anni, è accusato dell'omicidio della moglie 45enne Ada Rotini avvenuto lo scorso 8 settembre. Adesso l'uomo si trova al Cannizzaro poiché ha tentato di uccidersi accoltellandosi

Il gip di Catania ha convalidato l’arresto, effettuato dai carabinieri, di Filippo Asero. Si tratta dell'uomo, di 47 anni, che lo scorso 8 settembre a Bronte ha ucciso, per strada, la moglie 45enne Ada Rotini. Si trova attualmente in carcere. I fatti sono stati ricostruiti con l'ausilio di un carabiniere in licenza che mentre transitava a piedi nelle vicinanze
della via dove è accuaduto l'omocidio, ha udito delle urla e si è pertanto immediatamente avvicinato per prestare soccorso, scorgendo così una donna in preda al panico che chiedeva aiuto, un anziano sanguinante da un braccio ed il cadavere di un’altra donna, riverso in terra in una pozza di sangue e parzialmente nascosto da un’autovettura.

Quest'ultima aveva numerose ferite al collo, al volto e agli arti, inferte con un’arma da taglio a punta. Mentre tentava di prestare soccorso, il militare ha incrociato Asero, il quale, proprio in quel momento, usciva in strada dal civico 14 brandendo un coltello con cui si infliggeva dapprima una coltellata all’addome accasciandosi a terra e, dopo averlo roteato per non fare avvicinare il carabiniere, altre due al ventre. L'uomo è stato definitivamente bloccato dal militare in attesa dell’intervento di personale del 118 e dei colleghi della stazione di Bronte.

Purtroppo per la donna non c'è stato nulla da fare mentre Asero è stato trasportato poi con l’elisoccorso all’ospedale Cannizzaro di Catania, ove è tuttora ricoverato. Sul posto erano presenti la sorella della vittima, di 42 anni, e l’anziano 90enne di cui la vittima era badante. Sono state acquisite diverse testimonianze e le registrazioni delle videocamere di sorveglianza.

Le indagini

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti la signora Rotini, in precedenza legata da una lunga relazione sentimentale con un uomo abitante nel vicino comune di Maletto da cui aveva avuto una figlia ora undicenne, nell’estate dello scorso anno aveva sposato Asero nel Comune di Bronte, Ma le cose erano subito precipitate: verso la fine del dicembre 2020 la donna si era rivolta ai carabinieri di Maletto per segnalare il desiderio di interrompere il rapporto alla luce di riferiti comportamenti violenti tenuti dall’uomo, descritto come autoritario e possessivo.

La donna non aveva presentato denuncia ma voleva, a sua volta, evitare una eventuale denuncia del coniuge per abbandono del tetto coniugale. Così la signora Rotini era stata nell’immediatezza collocata dalla polizia giudiziaria in una struttura protetta (abbandonata volontariamente dalla donna dopo pochi giorni per recarsi presso l’abitazione dei genitori nel siracusano). Erano state avviate delle indagini che hanno portato alle testimonianze di familiari e alcune amiche della vittima, che non riferivano di essere stati testimoni diretti di violenze o minacce poste in essere da Asero nei confronti della moglie, pur confermando che quest’ultima si era talvolta lamentata con loro di tali comportamenti del coniuge. I primi giorni del gennaio 2021 la signora Rotini inizialmente intenzionata a chiedere la separazione, aveva deciso di riappacificarsi con il coniuge, ritornando a vivere insieme.

La situazione sarebbe precipata in estate con la donna decisa ad avviare le formali procedure di separazione e aveva fatto rientro presso l’abitazione dei propri genitori a Noto. Solo dallo scorso primo settembre la vittima aveva iniziato la sua attività di badante a Maletto, proprio nei confronti dell’anziano al quale, la mattina dell’omicidio, aveva chiesto di essere accompagnata, con altri parenti, presso il municipio di Bronte in occasione dell’udienza di separazione (prevista per le 11).

La signora Rotini però prima aveva deciso di andare, anche con la sorella e senza preavvisare gli inquirenti come invece aveva fatto in altra circostanza, presso la
casa del marito, il quale aveva dato il consenso affinché lei andasse a ritirare i propri effetti personali. Nell’occasione, il marito, apparentemente tranquillo, dopo aver scoperto che l’anziano abitava nel comune di Maletto, ritenendo erroneamente che la moglie avesse riallacciato la relazione sentimentale con il suo precedente compagno (anch’egli abitante a Maletto), aveva perso il controllo e, dopo averla invitata più volte a rientrare in casa per prendere alcuni profumi, a fronte del suo fermo diniego, improvvisamente aveva estratto dalla tasca un coltello a serramanico colpendola prima all’interno dell’abitacolo dell’autovettura con diversi fendenti sferrati dal finestrino, per poi continuare ad infierire su di essa dopo averla trascinata fuori dal veicolo.

L’anziano, seduto al posto di guida, nonostante l’età avanzata era immediatamente accorso in aiuto della donna venendo però anch’egli colpito da una coltellata al braccio.  L’ispezione cadaverica operata da parte del medico legale incaricato ha evidenziato la brutale ferocia dell’omicida che, ad un primo esame, ha colpito la vittima con almeno 40
coltellate, prima di tentare il suicidio.

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