Cannizzaro: Keita e Laura Salafia uniti dal destino e dal coraggio

Dopo un litigio al Cara di Mineo, Keita ha riportato una lesione al midello. E poi c'è Laura Salafia colpita durante una sparatoria. Entrambi ricoverati al Cannizzaro si danno forza

Adesso riesce a muovere le mani e a mangiare in maniera autonoma utilizzando una particolare impugnatura di cucchiaio, ma per Keita Abdoullaye non sono stati mesi facili. A seguito della degenerazione di un banale litigio al Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Mineo, è rimasto tramortito a terra riportando una lesione al midollo.

Keita è originario del Mali e giocava come calciatore in Libia fino a quando la situazione politica non è precipitata. Fuggito a Lampedusa, viene trasferito al Centro accoglienza richiedenti asilo di Mineo. Rimasto tetraplegico, a causa della rissa, è ricoverato da circa sei mesi all’Unità Spinale dell’ospedale Cannizzaro, dove segue la terapia di cura e riabilitazione finalizzata al maggiore recupero possibile delle funzionalità compromesse.

La sua storia, particolarmente toccante, viene raccontata in una bellissima lettera al quotidiano La Sicilia da Laura Salafia (la studentessa colpita accidentalmente durante una sparatoria in piazza Dante), che oggi condivide con lui lo stesso reparto.

Questa mattina entrambi, uno accanto all’altro, hanno partecipato all’incontro con il presidente Giuseppe Castiglione, il direttore del centro Cara Iani Maccarrone e gli amici di Keita, che hanno voluto regalare a Laura dei piccoli oggetti artigianali realizzati con le loro mani proprio all’interno della struttura di Mineo.

 

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