Claudio Fava ricorda il padre nel giorno dell'anniversario di morte

"Mi piacerebbe potere dire che la città è cambiata, ma non ci riesco. Molte cose cose migliorate. Basti pensare come era la Giustizia 33 anni fa e oggi. Ma ci sono ancora gli stessi cognomi nei vertici della mafia che comanda"

"Mi piacerebbe potere dire che la città è cambiata, ma non ci riesco. Molte cose cose migliorate. Basti pensare come era la Giustizia 33 anni fa e oggi. Ma ci sono ancora gli stessi cognomi nei vertici della mafia che comanda, nel settore degli appalti e che sono parte del potere". Lo ha detto Claudio Fava ricordando suo padre Giuseppe, ucciso il 5 gennaio del 1984 da Cosa nostra, a un convegno a Catania sul giornalismo promosso da Fnsi, Unci e Ordine dei giornalisti.

"Il problema di oggi non è la celebrazione - ha aggiunto - ma è di come leggere la storia di questa città con i suoi compromessi e le sue opacità, affinché non accada più".

"Concedere i benefici della legge Bacchelli a Riccardo Orioles, 67 anni, che è una delle punte più alte e limpide del giornalismo italiano. Se oggi ci sono giornalisti con la schiena dritta è anche grazie a lui. Il Paese glielo deve", ha dichiarato Fava.

Il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, ha avuto dei contatti con lo staff del premier Paolo Gentiloni per la consegna alla presidenza del Consiglio die ministri, la prossima settimana, delle firme, che hanno superato quota 23mila, per concedere i benefici della legge Bacchelli al giornalista Riccardo Orioles, 67 anni. Lo ha detto il presidente della Fnsi, Beppe Giulietti, a margine dell'incontro.

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