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Coronavirus, l'allarme degli imprenditori del settore eventi: "Servono misure di sostegno"

In una missiva sono contenute le richieste del comparto

Parte dalla Sicilia un’associazione spontanea capace di coinvolgere, in maniera compatta da Sud a Nord dell’Italia, un movimento trasversale di operatori del settore wedding, congress ed events, con l’obiettivo direcuperare, già nella fase 2 della pandemia da COVID 19, le gravi perdite subite dal comparto produttivo chegenera migliaia di posti di lavoro in modo crescente ogni anno.

Sono diversi gli imprenditori del settore che hanno scritto, nero su bianco, in una lettera, le loro richieste ottenendo la sottoscrizione da parte dei più prestigiosi brand italiani che si occupano di produzione di abiti da sposa, sposo e cerimonia, fino a tutti gli operatori della filiera eventi e congressi, per provare insieme a suggerire delle soluzioni immediate.


“Noi operatori del comparto eventi – si legge testualmente nella missiva - siamo e resteremo il settore più
colpito dalla crisi economica dovuta alla pandemia da COVID-19, ma soprattutto trascurato dal governo
nazionale, che immagina di collocarci alla cosiddetta fase 3, senza la previsione di alcune misure di
contenimento, oltre ai meri crediti da chiedere alle banche, con le più basse tutele in assoluto perché i nostri
contratti di lavoro che, per talune categorie, sono spesso “stagionali” e “a chiamata”, con zero tutele da parte
dello Stato. Bisogna tenere in conto che per ogni decreto del governo, che proroga il lock-down di settimane, le nostre imprese rischiano di registrare disdette di mesi”. Un grido d’allarme che, nella logica del “fare”, si tramuta in progetto condiviso, per portare sul tavolo del confronto con il governo nazionale, le prime ipotesi d’istanza in modo da evitare il collasso di un sistema che raggruppa, insieme con le loro famiglie, migliaia di professionisti: hotel, società di catering, location per eventi, atelier, fotografi e cineoperatori, musicisti, fiorai, event manager, agenzie di comunicazione, wedding planner, stilisti, produttori, parrucchieri ed estetisti, industrie, service audio luci, negozi di liste nozze, allestitori, artigiani, arredatori, mobilieri, scenografi, specialisti nella produzione di abbigliamento e gadget personalizzati, pubblicitari, event designer, editori e tanti altri.

Sono diverse le richieste elencate: si parte dall'esigenza di avere regole chiare, compatibili con la sicurezza sanitaria,e date per la riapertura di tutte le attività aggregative: fiere, congressi, eventi, festeggiamenti, manifestazioni conviviali in genere, che possano consentire un’adeguata programmazione e la riapertura della raccolta di prenotazioni per i servizi di ciascun settore merceologico. Poi si chiedono finanziamenti a fondo perduto sulla base della diminuzione di fatturato rispetto allo scorso anno.e la sospensione per un anno dei contributi sugli stipendi dei dipendenti che, finita la cassa integrazione, dovranno tornare a lavoro.

Inoltre è avanza la richiesta di un anno bianco, cioè di sospensione di ogni tipo di tassazione e il sostegno e la valorizzazione alle fiere nazionali e regionali, ai congressi ed eventi maggiormente aggregativi, che si svolgono sul territorio della regione, data l’attuale impossibilità alla promozione nelle fiere del mercato esterno. Sul fronte di lavoratori chiesta la possibilità di prolungamento della cassa integrazione per i dipendenti fino al 31/12/2020 e la tutela dei dipendenti stagionali, che a causa degli annullamenti degli eventi, rimarranno disoccupati per la stagione 2020.

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