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L'ultimo saluto a Stefania, parlano gli amici di Licodia Eubea

Gagliano ha confessato il duplice omicidio: aveva manomesso i freni dell'auto dell'ex suocera e temeva una denuncia per stalking. In attesa dell'ultimo saluto a Stefania, gli amici di Licodia Eubea ricordano la ragazza impegnata nel sociale

Loris Gagliano, dopo tre ore di interrogatorio, ha confessato di essere stato l'autore del duplice omicidio di Licodia Eubea. Ha ucciso Stefania Noce, la sua ex fidanzata, e il nonno di lei, Paolo Miano, perchè temeva di essere denunciato per stalking. Quella mattina, infatti, la madre di Stefania aveva trovato i freni della propria Fiat Stilo manomessi e, così, si era recata dai carabinieri per sporgere denuncia. L'avvocato di Loris esclude che il ragazzo abbia premeditato gli omicidi e aggiunge : "Ha raccontato di avere agito dopo aver appreso che lo volevano denunciare per aver danneggiato la vettura. Lui, prendendo di mira la macchina, non aveva alcuna intenzione di determinare un grave rischio per la donna". "Loris continua a rimpiangere di non essere riuscito a farla finita- spiega il legale- dopo essersi recato con l'auto a Marina di Acate e avere collegato,  on un tubo di gomma, lo scarico dell'auto con l'abitacolo".

Migliorano le condizioni della nonna di Stefania, altra vittima della furia omicida di Loris. I funerali per Stefania e suo nonno, verranno celabrati oggi pomeriggio alle 15.30 nella Chiesa madre di Licodia Eubea. In attesa dell'ultimo saluto, gli amici ricordano la ragazza.

Franco Barbuto, amico dei genitori, ha visto crescere Stefania e confida che per lei è sempre stata come una figlia. “Abbiamo portato avanti molte iniziative: un paio di anni fa abbiamo costituito a Licodia Eubea il circolo di Rifondazione Comunista e da poco l’avevamo anche nominata Segretario. Avevamo dato anche vita a un giornalino locale che si chiamava “La Bussola”, si firmava S.E.N. -Stefania Erminia Noce (ndr)- e aveva molto a cuore temi quali la questione femminista, la salvaguardia della laicità dello Stato. "Era presente in tutte le battaglie per i diritti: quella del febbraio 2011 “Se non ora quando” a Catania, lotta contro la mafia e la manifestazione trentennale a Cinisi della morte di Peppino Impastato. Era scandalizzata per il ruolo della donna che, negli ultimi anni, sta andando sempre più alla deriva, e avrebbe voluto vedere un giorno Margherita Hack come Presidente della Repubblica”, conclude l’amico.

Due carissime amiche che la conoscono da una vita, la ricordano così. “I momenti che ci rimarranno sempre impressi sono le feste dei compleanni, i balletti che preparavano a casa sua in occasione degli spettacoli per la scuola e i mercatini che organizzavamo a Licodia, nei quali vendevamo oggettini da noi stessi realizzati”.

Quanto alla storia con Loris, le ragazze specificano che i due si erano conosciuti tramite un amico in comune, quando erano già all’Università, vivevano questa storia a distanza, si vedevano maggiormente a Catania. “Loris era un tipo solitario, timido, introverso. Parlava poco ,ma quando voleva, sapeva colpire con battutine, mentre ti fissava! I loro litigi erano quelli di una normalissima coppia di coetanei: lei lo amava molto e si era completamente abituata al suo carattere. Da un paio di mesi, però- continuano le amiche-lei voleva allontanarsene, perché stava iniziando a dubitare delle reazioni di questo ragazzo, anche se mai e poi mai avrebbe immaginato che sarebbe finita in questo modo”.

E concludono con un appello chiaro “Tutti speriamo che la Giustizia faccia il suo corso”.




 

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