Il laboratorio dei veleni su La7, "Quell'edificio è un monumento funebre"

Un'inchiesta che si allarga sempre più con nuove vittime. Durante la trasmissione in onda su La7 "Linea Gialla", condotta da Salvo Sottile, la testimonianza di altre vittime dei veleni. Il Comune è intervenuto con una nota perchè il Sindaco era "impegnato in riunioni politiche"

Nella foto Lucio Lanza, ex ricercatore

Dopo il film di Costanza Quatriglio dal titolo "Con il fiato sospeso", per il caso di Farmacia ritorna anche l'attenzione dei media. Ieri sera, infatti, tra le storie raccontate dalla trasmissione in onda su La7 "Linea Gialla", condotta da Salvo Sottile, c'è stata anche quella dei "ricercatori avvelenati dall'Università".

Un'inchiesta che si allarga sempre più con nuove vittime. Durante la trasmissione, la testimonianza di Enrico Vitagliano tecnico di laboratorio ed ex dipendente della facoltà che, ammalatosi di tumore al bacino, ha subito l'amputazione della gamba. La sua prima denuncia risale al 2001, senza risultati: "Quell'edificio è un monumento funebre", ha dichiarato l'intervistato.

In studio, la testimonianza di Lucio Lanza, ex ricercatore Università Catania: "Nel 2008, c’è stata la prima denuncia e ho cominciato a ricercare perché la mia forma di leucemia è molto rara e colpisce chi ha a che fare con benzene o metalli pesanti. Non ho avuto rapporti con l’Università".

E ancora l'intervista alla signora Francesca che abita in una palazzina di fronte l'Università di farmacia e che, già due volte, insieme al figlio di 10 anni è finita al Pronto Soccorso per "esalazioni tossiche di provenienza chimica farmaceutica" in quanto, nel sottoscala dell'immobile in cui vive,è stato aperto un laboratorio chimico consorziato con la facoltà in questione.

La difesa continua a sostenere che non sussiste alcun nesso di causalità tra le sostanze chimiche inalate e i casi di malattia che si sono verificati. E le istituzioni? Il Sindaco di Catania, interpellato dal giornalista di Linea Gialla, "non ha avuto il tempo di incontrarlo perchè impegnato in riunioni politiche", come spiega lo stesso Sottile.

Una sola nota inviata dall'Ufficio stampa del Comune per spiegare la posizione: "La vicenda degli esiti dell'abitudine di scaricare i veleni nei lavandini dei laboratori di Farmacia, risalenti a 10 anni fa, suscita nell'Amministrazione comunale sentimenti di dolore, preoccupazione, indignazione e rabbia. Si ritiene corretto, nell'imminenza della conclusione della lunga fase processuale, non anticipare altri giudizi: abbiamo piena fiducia che la Magistratura farà piena luce sulle eventuali responsabilità personali e collettive".

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