Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

L'assessore Cantarella: "In 5 giorni dovremmo ripulire la città dai rifiuti, da novembre differenziata spinta"

Con il conferimento dei rifiuti nelle discariche di Motta, Siculiana e Gela sta rientrando l'emergenza in città. L'esponente della giunta Pogliese traccia il quadro dei prossimi mesi: probabilmente a novembre si partirà con il nuovo bando nei lotti sud e nord con l'eliminazione dei cassonetti

Potrebbero essere gli ultimi giorni di passione per Catania, alle prese con l'emergenza rifiuti. Dopo la mancata raccolta e i roghi tossici di cassonetti e immondizia in diverse zone, è iniziata l'opera di rimozione e di pulizia in diversi quartieri cittadini mentre in altri ancora si è ancora in piena emergenza. La saturazione, annunciata e prevedibile, della discarica di Lentini ha causato l'attuale crisi in città e soltanto la disponibilità, richiesta dalle istituzioni, di altri siti ha scongiurato il prolungarsi di una vera e propria bomba sanitaria. I rifiuti di Catania verranno inviati sia alla Oikos, sia a Siculiana e in parte a Gela. Quest'ultima è l'unica discarica pubblica del "sistema" e ha al suo interno un impianto di pre trattamento dell'umido. Catania Today ha fatto il punto con l'assessore all'Ecologia Fabio Cantarella che ha promesso un "recupero" della mancata raccolta in tempi brevi.

Video | Le parole dell'assessore

"Si sono accumulate diverse tonnellate di rifiuti non raccolti e stiamo recuperando l'arretrato - spiega l'assessore -. Nel giro di 5 o 6 giorni dovremmo rientrare nella normalità, ma sia chiaro che la responsabilità non è nostra. Abbiamo subito la chiusura della discarica di Sicula senza avere una alternativa, poi l'assessore regionale Baglieri ha firmato una direttiva per 60 giorni al fine di accogliere i rifiuti in altre discariche. Il problema si potrebbe porre quando finiranno i 60 giorni".

Gela "stoppa" Catania

- In questa ottica si dovrebbe implementare la differenziata, così come previsto dal nuovo bando e come sollecitato dallo stesso assessore regionale...

"L'assessore Baglieri potrebbe addebitare resposanbilità al Comune di Catania qualora non avessimo fatto nulla. Per noi parlano i numeri: abbiamo aggiudicato due terzi del nuovo appalto, toglieremo i cassonetti nei quartieri periferici e di frontiera dove non è mai stata fatta la differenziata. In alcuni quartieri di confine con altri Comuni i cassonetti sono la scusa per lasciare di tutto e spesso conferiscono cittadini dalle altre città. Basti pensare che su 2mila verbali elevati i non residenti sanzionati sono 1200. Questo fa capire le proporzioni di rifiuto, non differenziato, che arriva in città. Il cittadino di Catania produce il doppio dei rifiuti di un cittadino di qualsiasi Comune vicino, perchè? Domanda retorica. Nel lockdown nei nostri cassonetti, a causa del divieto di spostamento tra Comuni, abbiamo avuto un milione di chili in meno di rifiuti a settimana".

- Quindi come sta procedendo il Comune?

"Se si vuole risolvere il problema dei rifiuti vanno visti i numeri. Avevamo solo 2 isole ecologiche, ne abbiamo create 4 con grandi sacrifici. Abbiamo partecipato a un bando della Regione per le isole ecologiche ma i fondi non sono stati sufficienti. Ci chiedono di fare la differenziata ma come dobbiamo farla? Lo stesso problema lo subisce Palermo, il fenomeno delle grandi città è comune: cittadini da fuori e una grande mobilità. Noi abbiamo l'università, il Cus dove arrivano 20mila persone da fuori che producono ovviamente rifiuti, per non parlare degli ospedali, dei luoghi di lavoro. Dobbiamo affrontare con onestà il problema dei rifiuti. L'appalto noi lo abbiamo aggiudicato, abbiamo incrementato isole ecologiche e multe: non possiamo rimproverarci nulla. Sino a ieri ho pedinato un cittadino che stava depositando rifiuti in maniera irregolare e ho chiamato la municipale".

- Cosa succederà da qui a novembre? Altre emergenze in vista?

"A novembre dovremmo partire con il nuovo bando ma in caso di nuova emergenza un'ipotesi è quella dei rifiuti all'estero, ma ciò farebbe aumentare di 3-4 volte il costo a tonnellata. C'è in Sicilia un ritardo decennale nel fare i termovalorizzatori. Che senso ha portare i nostri rifiuti al nord o in Europa in altri termovalorizzatori, pagando di più e dove producono energia. Siamo all'anno zero sulla impiantistica. Il sistema discariche è fallimentare, ci sono 500 discariche esauste sull'isola. Dobbiamo correre sui termovalorizzatori.  Le discariche hanno prodotto inquinamento, cattivi odori, inchieste giudiziarie".

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