Lavori nel piazzale centrale di villa Bellini, Free Green Sicilia: "Fermate questo scempio"

Dopo l'inizio dei lavori nel piazzale delle Carrozze, annunciato dal sindaco Enzo Bianco, l'associazione ambientalista chiede l'intervento dell'assessorato regionale e della sovraintendenza ai beni culturali

"Le autorità competenti, assessore regionale e sovrintendente ai Beni Culturali di Catania, fermino l’ennesimo scempio del giardino Bellini Continua senza sosta lo scempio e la trasfigurazione irreversibile del settecentesco Giardino Bellini bene culturale protetto e vincolato dal decreto regionale n. 1066 del 2015 e dal Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici, per non parlare dall’art. 9 della Costituzione, probabilmente con il consenso e l’approvazione di chi i monumenti dovrebbe salvaguardare e proteggere da chiunque : Sindaci compresi! Cambiano i Sindaci ma l’arroganza inculturale contro il bene culturale per eccellenza simbolo stesso della città dichiarata Patrimonio dell’Umanità viene continuamente rinnovata con il deturpamento e la trasfigurazione del giardino Bellini anche se ciò contro la normativa che dovrebbe proteggere tali beni intoccabili". Con queste parole Alfio Lisi, portavoce di Free Green Sicilia commenta l'inizio dei lavori a piazzale delle Carozze, all'interno del giardino Bellini

 "A quanto pare le nostre formali contestazioni – continua Lisi - agli organi istituzionali del 5 gennaio scorso  che dovrebbero proteggere i beni culturali sulla paventata cementificazione dell’area centrale (che sarebbe l’opposto del drenaggio idraulico delle acque piovane con la conseguente impermeabilizzazione del piazzale) , ovvero il cosiddetto parco delle carrozze sempre in terra battuta già salvato da un altro insensato progetto bocciato dalle firme di oltre 16 mila cittadini durante la sindacatura Scapagnini , del settecentesco Giardino Bellini non sono state ascoltate dando l’impressione che tali organi istituzionali non prendano sul serio la normativa in vigore . Siamo o non siamo in Sicilia dove le leggi a difesa dei monumenti e non solo vengono visti come una sorta di zavorra? Eppure sono trascorsi solo pochi anni dallo scempio che ha sfregiato il settecentesco Giardino Bellini ( le sue fondamenta strutturali sono legate tutt’ora alla settecentesca villa ‘Labirinto’ del Principe Biscari Paternò Castello) grazie a quella che avrebbe dovuto essere una riqualificazione dell’esistente ma che si è trasformata di fatto in una vera e propria trasfigurazione della Villa stessa costata al cittadino contribuente quasi venti milioni di euro (la somma complessiva si sconosce anche in quanto i Sindaci che si sono susseguiti non hanno dato, anche se richiesta, una pubblica risposta). Non contenti dello scempio, e dell’enorme spreco di denaro pubblico, a danno del giardino Bellini, l’amministrazione comunale attuale minaccia, senza avere come sua consuetudine ascoltato le associazioni ambientaliste e dei beni culturali, di completarne lo scempio storico-paesaggistico con un progetto chese realizzato cementificherebbe di fatto l’area centrale che da sempre, ovvero dalla nascita della Villa, è rimasta volutamente e nel rispetto della sua intrinseca storia architettonica libera da qualsiasi pavimentazione".

"Il Comune spende la somma prevista di 370.000 euro per lo scempio per riqualificare una delle tanti parti, l’elenco è infinito, del Giardino ridotto in misera rovina. Sicuramente l’Amministrazione comunale dimentica che Catania è stata dichiarata per il suo centro storico settecentesco Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco - conclude il portavoce di Free Green Sicilia - e, forse, sconosce anche che il giardino Bellini non è né una piazza, né un centro fieristico, né tanto meno uno stadio, come vorrebbe si vorrebbe di fatto trasformare, ma ‘semplicemente’un bene culturale e paesaggistico dichiarato quando il suo splendore era al massimo ,e parliamo dei primi decenni del ‘900, uno dei giardini più belli d’Europa, oggi irriconoscibile grazie al continuo utilizzo per fiere e feste di partito oltre all’assenza di una specialistica manutenzione".

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