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La Fipet attacca il regolamento dehors, Tudisco: "C'è già decreto nazionale"

Lo scorso 6 aprile un decreto del presidente della Repubblica, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha dato vita ad una procedura semplificata

Il nuovo regolamento sui dehors potrebbe andare in soffitta prima ancora di essere definitivo. Lo scorso 6 aprile un decreto del presidente della Repubblica, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha dato vita ad una procedura semplificata, che dovrebbe mettere tutti d'accordo. Ci sarà un termine di 60 giorni per il disbrigo delle pratiche.

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"Rispetto alla situazione attuale, sembra delineare scenari di fantascienza: basti pensare - secondo il presidente della Fipet Roberto Tudisco - che tutti i commercianti sono ancora in attesa del rilascio delle nuove concessioni di suolo pubblico presentate a fine dicembre e siamo già a metà aprile. La scena si ripete puntuale anno dopo anno. Nella proposta di regolamento si parla impropriamente di Dehors ma in realtà si tratta di tavoli, sedie ombrelloni e paratie di vetro che vanno smontati a fine giornata per essere rimontati il giorno dopo. Il che dunque non sembra innovare nulla rispetto alla situazione attuale, ma piuttosto aggravare i costi di presentazione della domanda, che nella proposta andava corredata da uno studio di rendering, documentazioni fotografiche e altre documentazioni necessarie per avere il parere positivo della sovraintendenza". 

"Ogni giorno dobbiamo far fronte a fatiche e sacrifici anche di carattere economico per non violare il regolamento attuale, - spiega Sandra Di Bella, che gestisce il ristorante 'Bell'Antonio' - smontare tutto a fine servizio è una cosa non da poco. I locali potrebbero essere una vera attrattiva per la nostra città, come avviene altrove. Tutto questo se solo non venissero puntualmente attaccati i ristoratori. Siamo una categoria da valorizzare ed aiutare, non devono complicarci la vita con fardelli burocratici inutili".

La Fipet, quindi, chiede che l’amministrazione si adegui a quanto previsto dal decreto del presidente della Repubblica e che modifichi l’attuale proposta di regolamento recependo quanto dettato dallo stesso. "Le esigenze di coordinamento tra i due testi impongono, anche solo per ragioni di buon senso, di acquisire un nuovo parere della avvocatura del comune di Catania per evitare di proporre un testo già obsoleto e in evidente contrasto con la normativa vigente che esporrebbe l’amministrazione a ricorsi e responsabilità amministrative. È nostra intenzione sollecitare un incontro con l’Assessore Nuccio Lombardo e con il Sindaco Enzo Bianco nonché con la Commissione Commercio per un confronto a 360° gradi sulla tematica e garantire che la legalità, che in primo luogo si traduce nel rispetto della legge da parte delle sue stesse istituzioni, si traduca in fatti concreti e tangibili con benefici per tutta la città ed i suoi cittadini", conclude Tudisco.

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