Posteggio scambiatore centro storico, giovani di controcampus scrivono a Bianco

Creare un “posteggio scambiatore” in una delle piazze centrali più belle ma anche abbandonate, non è stata una grande idea. Buio, pochi parchimetri, insufficiente informazione e pubblicità per i cittadini, posteggiatori abusivi sempre presenti sul tutto il perimetro centrale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

A seguito delle numerose lamentele riguardo il Centro Storico di Catania, vogliamo esprimere il nostro parere su una questione molto importante per la città.
Creare un “posteggio scambiatore” in una delle piazze centrali più belle ma anche abbandonate, non è stata una grande idea. Buio, pochi parchimetri, insufficiente informazione e  pubblicità per i cittadini, posteggiatori abusivi sempre presenti sul tutto il perimetro centrale. Quasi nessuno ha usufruito del servizio “Movida Bus”, lasciando tristemente vuoti gli autobus che circondavano la zona di Piazza Vincenzo Bellini ( alias Piazza Teatro Massimo).  Perché non rendere attivi i posteggi di Piazzale Sanzio e dei Due Obelischi ad esempio, con navette notturne per il centro? Perchè non incentivare il trasporto urbano, vietando definitivamente, e senza zone a traffico limitato o aree pedonali che non sono realmente vere?
Vedere un centro storico patrimonio dell’Unesco assediato da macchine e senza trasporti pubblici è una vergogna per Catania. Tutto ciò non incentiva a “frequentarlo”,  molte le zone al buio, tanti gli spacciatori dietro l’angolo.
I commercianti dei locali che ancora credono nel loro lavoro sono sempre più stanchi e giovani e non solo cercano alternative al Venerdi’ o al Sabato in centro.
Chiediamo all'amministrazione comunale e alle altre autorità competenti di dare risposte certe e concrete alla città, il Centro Storico non ha colore politico..è dei giovani, è dei catanesi!!

I ragazzi dell'associazione Controcampus - giovani che credono ancora in una Catania "moderna", ma davvero.

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