Racket: l'imprenditore Rosario Puglia continua a protestare davanti Prefettura

L'imprenditore vitivinicolo Rosario Puglia, anche questa mattina, protesta davanti alla Prefettura di Catania, dove già ieri ha manifestato con parte dei dipendenti della sua azienda di Linguaglossa

L'imprenditore vitivinicolo Rosario Puglia, anche questa mattina, protesta davanti alla Prefettura di Catania, dove già ieri ha manifestato con parte dei dipendenti della sua azienda di Linguaglossa. Ieri, dopo ore di attesa, c’è stato un breve incontro in Prefettura, ma senza risultati concreti.

Sulla vicenda è intervenuto il gruppo consiliare de “La Destra-Alleanza Siciliana” a Palazzo degli Elefanti.

Piena e incondizionata solidarietà al dott. Rosario Puglia, coraggioso imprenditore vitivinicolo di Linguaglossa, che dal 2008 ha intrapreso la sua lotta contro l’estorsione, denunciando i propri estortori e usurai e che di recente è stato fatto oggetto di nuove minacce”. Lo affermano in una nota i consiglieri comunali del gruppo di Nello Musumeci. I consiglieri chiedono al Prefetto “di farsi portavoce presso il commissario governativo antiracket affinchè venga sbloccato quanto prima il finanziamento di 750 mila euro destinato all’impresa vinicola come risarcimento per i danni causati alla propria azienda che ammontano a circa 1 milione e 500 mila euro. Finanziamento, questo, vitale per l’azienda ma che a quanto pare risulta bloccato dal novembre del 2010 nei meandri della burocrazia.

Da qualche giorno, infatti, secondo i consiglieri, “l’Enel, al quale Puglia deve circa 40 mila euro di arretrati, gli ha interrotto l’erogazione della corrente elettrica, impedendogli di fatto di lavorare". Nella nota, i consiglieri Manfredi Zammataro, Gemma Lo Presti e Nello Musumeciraccolgono anche il grido d’allarme delle tante associazioni antiracket presenti sul territorio, chiedendo “la costituzione di un tavolo tecnico nazionale per la verifica della legge n.44 del 1999, che dovrebbe tutelare le vittime del racket e dell’usura ma che spesso prevede procedure troppo lunghe e complesse, che di fatto non agevolano gli imprenditori che decidono di denunciare. Troppo spesso, nonostante il grande lavoro svolto ogni giorno delle forze dell’ordine -concludono i consiglieri- gli imprenditori che denunciano si trovano a dover combattere contro gli estortori ed anche contro un altro nemico chiamato burocrazia”.

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