Rapine in villa: arrestati due del clan Santapaola-Ercolano

Tra le persone fermate per i furti in villa, ci sono due affiliati alla famiglia Santapaola-Ercolano. I reati contestati vanno dalla rapina al sequestro di persona

Tra le persone fermate per i furti in villa, ci sono due affiliati alla famiglia Santapaola-Ercolano: F. N., classe 1975 e S.F., classe 1970. Gli altri arrestati sono M.G. e G.L. I reati contestati vanno dalla rapina pluriaggravata continuata in concorso al sequestro di persona, dal porto abusivo di arma clandestina alla ricettazione e fanno specifico riferimento alle due rapine a mano armata, con sequestro di persona, avvenute a Pedara l’1 settembre scorso.

L’ipotesi degli inquirenti è che gli arrestati possano essere responsabili di altri episodi legati al cosiddetto fenomeno delle “rapine in villa”, sviluppatosi in particolar modo tra l’estate del 2010 e quella del 2011, annoverando, tra tentati e realizzati, circa una trentina di colpi presso abitazioni residenziali isolate dell’intera provincia etnea. Gli autori, normalmente quattro/cinque, accedevano all’interno delle abitazioni attraverso finestre o porte lasciate aperte o prive di sistemi di protezione passiva e sistemi di allarme. Dopo aver radunato le vittime sotto la minaccia delle armi, talvolta malmenandole, le rinchiudevano in una stanza e depredavano l’abitazione. Poi fuggivano a bordo di uno o più veicoli appositamente rubati qualche giorno prima.

Le indagini, avviate da tempo e coordinate, per l’Arma, dal Reparto Operativo del Comando Provinciale CC di Catania, alla luce della polverizzazione degli episodi sul territorio, hanno permesso di far luce, per ora con riferimento alle due rapine di Pedara del 1° settembre, sugli autori, sulle modalità di esecuzione dei delitti e sull’ambiente criminale nel quale questi maturavano. L’attenzione sul quartiere Librino come fulcro/base del gruppo criminale ha cominciato focalizzarsi il 30 agosto dell’anno scorso quando il Reparto ha rinvenuto, tra via San Teodoro e strada Cardinale, 10 fucili e 1 pistola semiautomatica che erano stati oggetto di depredazione in due distinte rapine in villa il 3 e il 15 luglio antecedenti. Altrettanto importante è stato l’epilogo degli episodi del 1° settembre. Le informazioni e gli elementi acquisiti in quella circostanza, unitamente alle successive attività tecniche e di riscontro effettuate, hanno consentito di raccogliere quanto necessario all’attribuzione delle responsabilità in capo agli odierni fermati.

Sono in corso accertamenti finalizzati all’individuazione di eventuali complici, al confronto degli oggetti rinvenuti nella disponibilità degli arrestati con quelli asportati alle vittime nonché sulla localizzazione del possibile deposito del “bottino” non ancora alienato.

 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Mafia: maxi confisca da 31 milioni a Guglielmino, il "re" dei supermercati

  • Coronavirus, morto l'avvocato Ferlito: per lui era stato lanciato un appello ai donatori di plasma

  • Operazione antimafia, 12 “piazze di spaccio” di San Giovanni Galermo nel mirino dei carabinieri

  • Covid, Musumeci: "Negozi chiusi la domenica, non ci possiamo permettere assembramenti"

  • Blitz dei carabinieri grazie a collaboratore di giustizia: era il nuovo reggente del clan Nizza

  • Disposizioni anticovid, i carabinieri controllano gli spostamenti tra comuni

Torna su
CataniaToday è in caricamento