Rifiuti bruciati e protesta dei lavoratori Ipi-Oikos: arriva una soluzione "tampone"

I rifiuti di Piazza Carlo Alberto vanno a fuoco. La città è sommersa dalla spazzatura, così come continua la protesta dei lavoratori dell'Ipi-Oikos. Prevista, intanto, una soluzione: il comune darà 500 mila euro d'acconto all'azienda

Sembra essere il solito tira e molla. Da un lato il Comune che non paga, dall’altro l’azienda – in questo caso quella dell’Ipi-Oikos – che, all’improvviso, decide di non anticipare più alcuna somma di denaro. A farne le spese sono i lavoratori, costretti a subire ritardi nei pagamenti. Per i dipendenti dell’Ipi-Oikos, infatti,  le retribuzioni mensili risultano ormai irregolari.

Da Luglio, gli stipendi arrivano sempre dopo il 15 di ogni mese, termine ultimo fissato per ricevere il denaro. Motivo: l’azienda, a causa dei continui ritardi da parte dell’amministrazione, ha deciso di bloccare le retribuzioni. Inevitabile, quindi, lo sciopero portato avanti dai lavoratori della nettenza urbana che, da giorno 16 ottobre, non raccolgono più spazzatura.

La città ne risente, soprattutto per quanto riguarda l' immagine. Ma non solo. Ieri notte, infatti, in Piazza Carlo Alberto, una montagna di rifiuti ha preso fuoco. Tempestivo l’intervento dei vigili del fuoco. E, in piazza Duomo, i lavoratori hanno manifestato in segno di protesta per i mancati pagamenti. Abbiamo chiesto a Carmelo Condorelli, coordinatore provinciale della FIADEL se si prevede qualche soluzione: "Il Comune darà 500 mila euro di acconto alle aziende Ipi-Oikos per girarli ai dipendenti che, lunedì 22 ottobre, riceveranno finalmente gli stipendi di Settembre”. 

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Poche però le certezze in vista del futuro, data la posizione che ha deciso di assumere l’azienda: “ Il sindaco ha rassicurato i lavoratori – continua Condorelli nell’intervento – affermando che, entro i prossimi 5 anni, la situazione riuscirà a stabilizzarsi. Preoccupa però la posizione dell’azienda che, invece, dovrebbe continuare a garantire i pagamenti, come prevede il capitolato d’appalto. Esiste, inoltre, un altro problema: la sede principale dell’Ipi-Oikos si trova a Roma. La lontananza, infatti, non permette di comprendere a fondo le reali problematiche che vivono i dipendenti catanesi”. Dopo l’ennesima protesta si spera ,quindi, in una soluzione definitiva, per dare respiro alla difficile situazione dei lavoratori. Per dare respiro alla città, sommersa dai rifiuti.
 

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