Claudio Cherubino e il suo sogno americano alla Google

Claudio è un giovane catanese che vive il sogno americano, lavora in California per la Google e la sua storia è uno stimolo per tutti i ragazzi che vogliono sfidare la crisi economica

Claudio Cherubino, 30 anni, è un ragazzo catanese che c’è l’ha fatta. Lavora per la potente Google e fa  parte del team che tiene i rapporti con gli sviluppatori esterni.

L'iniziativa, certo  non gli manca, come lui stesso racconta: “Ho cominciato a lavorare giovanissimo, a soli 23 anni, mentre studiavo Informatica a Catania, perché mi volevo comprare una moto. La Suzuki 500”.

Da allora non ha mai smesso, cambiando di continuo. Dopo la laurea ha aperto un’impresa individuale di sviluppo software e consulenza informatica. “Ma fare impresa da noi è difficile. E' durata un paio di anni, a pensarci non andava nemmeno tanto male, però era frustrante. Dedicavo più tempo a tutto ciò che non era la parte tecnica che mi piace, dovendo perdere tempo a inseguire i clienti per i pagamenti, a fare chiacchiere inutili”, racconta Davide.

Da allora ha cambiato diversi lavori, spostandosi da sud a nord per seguire la sua passione informatica. Un giorno ha mandato il suo curriculum alla Google ed è stato chiamato: "In realtà speravo di essere assunto da Microsoft. Alla fine mi è andata meglio se penso che a Google avevo mandato un curriculum sul sito. Incredibilmente mi hanno contattato. Qui è bello, stimolante, gente in gambissima. Mi hanno offerto un lavoro a Londra e mi sono trasferito lì, ad aprile del 2010. Ho fatto un anno nella capitale inglese e, a luglio, mi sono trasferito a Mountain View. Per mia scelta. Volevo la California. Essendo siciliano, Londra era troppo fredda".

La capacità e la voglia di mettersi in gioco hanno avuto un ruolo importante nella tua storia. Cosa consigli ai giovani catanesi?

“Mi sento super-fortunato! Ho un lavoro che mi stimola e dei colleghi molto brillanti. Le prospettive future sono ottime e mi sento realizzato, direi che possa bastare, no? Ovviamente non posso consigliare a tutti di fare i bagagli e partire. Non è tutto rose e fiori. Mi trovo ad un giorno di viaggio dall'Italia e con nove ore di fuso orario. Ho lasciato i miei amici e la mia famiglia indietro ma per fortuna ho mia moglie a condividere con me questa esperienza. Allo stesso modo però non posso dire che si debba tutti restare in Italia, credo che bisogna valutare l'esperienza all'estero come una qualunque altra opportunità, se ne vale la pena buttatevi ma partire all'avventura non penso abbia senso. Cambiare la mentalità della nostra terra è difficile, probabilmente più che andare a vivere dall'altra parte del mondo. Ma se decidete di provarci avrete tutta la mia stima. Certo, restare solo per lamentarsi delle cose che vanno male, quello no”.

Quali sono le reali differenze lavorative tra l'America e la Sicilia, tra un'azienda come Google e una italiana?

Direi che la differenza principale e' data dal fatto che quI vengono valutati esclusivamente i risultati, mentre in Italia ci sono tanti altri fattori che permettono di avanzare di carriera o di ottenere altri riconoscimenti. Ad esempio, qua l'età non ha alcun peso mentre in Italia sarebbe impensabile avere un manager di 25 anni come il mio, senza pensare che si tratti del solito raccomandato. Un'altra differenza enorme è data dal fatto che nessuno pensa a tenersi stretto il posto. Tutti i contratti americani sono "at-will", il che significa che il datore di lavoro o il dipendente possono rispettivamente licenziare o dimettersi senza bisogno di giusta causa, ma nessuno sembra preoccupato da questo. Il modo migliore di garantirsi il posto è lavorare sodo, non impedire all'azienda di licenziare, perché se non si può licenziare allora le aziende sono costrette a pensarci due volte prima di assumere”.

Un’altra curiosità, come stimola la grande Google i suoi dipendenti?

Ci sono palestre, cibo gratis, campi da calcio, massaggi, piscine, corsi di aerobica o yoga e mille altri benefit a disposizione di tutti gli impiegati, ma onestamente non credo che nessuno di questi sia la motivazione principale della nostra felicità. La cosa più importante e' la possibilità di lavorare su progetti che ci appassionano, ma fornendoci allo stesso tempo tutti i mezzi per conciliare il lavoro con la vita familiare. Ogni Googler, come e' noto, può dedicare il 20% del proprio tempo - per capirci un giorno a settimana -ad un progetto a sua scelta e siamo invitati a pensare in grande. Se una nostra idea e' valida, l'azienda ci fornisce tutto il supporto di cui abbiamo bisogno, in caso contrario nessuna critica, anzi, ogni errore e' un'occasione per imparare qualcosa di utile per la prossima volta”.
 
Vivi il sogno americano, ma quello italiano non ti manca?
“Scusa la franchezza, ma qual e' il sogno italiano? Trovare un posto di lavoro qualunque sotto casa, anche se non ci piace, ma purché ci permetta di campare? Mi mancano tante cose dell'Italia, ma il mondo del lavoro non e' sicuramente una di quelle”.

Parliamo un attimo di crisi economica e assenza di lavoro, cosa pensi della situazione in Italia e a Catania? Su cosa dobbiamo puntare per uscirne?

“Io sono fuori dall'Italia da ormai quasi due anni, quindi, non conosco la situazione alla perfezione, però la mia famiglia ed i miei amici sono ancora a Catania e ciò che sento non e' incoraggiante. Sempre più aziende chiudono e diventa sempre più difficile tirare avanti, ma sfortunatamente questo e' il prezzo da pagare per una gestione scellerata dell'Italia che ha reso il nostro Paese assolutamente non competitivo nei confronti del resto del mondo. Lo so che e' difficile da accettare ma credo che l'unica via d'uscita sia comprendere che siamo in grossa crisi e che c'e' bisogno del contributo di tutti per uscirne. Sarà un bagno di sangue ma non vedo alternative migliori”.
 
Quali sono le aziende catanesi  che secondo te hanno idee innovative e possono puntare in alto?

Una cosa e' certa, noi siciliani siamo in grado di avere idee innovative, anche se poi magari siamo frenati dalle difficoltà nel fare impresa in Italia. Un'azienda catanese che mi aveva incuriosito recentemente e' eRALOS3, peccato che dopo il lancio iniziale a San Francisco non si sia sentito più niente di loro.  Un'altra startup che e' sulla cresta dell'onda e' Beintoo. La loro sede principale e' a Milano, ma le menti dietro il progetto sono catanesi”


La Google assume ancora?

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Google e' in continua crescita da quando e' nata, le posizioni aperte sono di tutti i tipi e in tutti gli uffici del mondo. Vi posso assicurare che essere assunti non e' facile, ma tentar non nuoce! Se volete provare, date un'occhiata alle posizioni aperte su google.com/jobs, trovatene una che fa al caso vostro e inviate il curriculum online, in inglese ovviamente".

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