Diffamazione Raggi, Feltri a giudizio: il processo a Catania

La competenza è del capoluogo etneo perché è la città in cui è stata stampata per prima la copia del giornale. Il titolo del quotidiano "Libero" di due anni fa considerato "sessista" ha portato al rinvio a giudizio per diffamazione aggravata

Il titolo del quotidiano Libero, diretto da Vittorio Feltri e con direttore responsabile Pietro Senaldi, era "Patata bollente" ed suscitò un vespaio di polemiche perché era "dedicato" a Virginia Raggi, sindaco di Roma.

Una scelta che i due giornalisti adesso pagano con il rinvio a giudizio disposto dal tribunale etneo. Infatti la competenza di questa vicenda giudiziaria, che si è aperta con una querela della stessa Raggi. è tutta catanese perché proprio in città è stata stampata la prima copia del quotidiano.

Per Feltri, autore dell'articolo, la prima udienza del processo per diffamazione si terrà il 15 settembre del 2020, davanti alla terza sezione penale del Tribunale monocratico di Catania.

La sindaca di Roma ha puntato il dito contro le "parole vomitevoli" che le furono rivolte e sui social ha commentato: "Un primo importante risultato. Non tanto per me, ma per tutte le donne e tutti gli uomini che non si rassegnano a un clima maschilista, a una retorica fatta di insulti o di squallida ironia".

Feltri è imputato, scrive il Gup, in qualità di "direttore editoriale e di autore del pezzo", per avere "offeso la reputazione di Virginia Raggi" con l'articolo in prima pagina, ricorda il giudice, dal titolo incriminato preceduto dal sopratitolo "La vita agrodolce della Raggi" e seguito dal catenaccio "La sindaca di Roma nell'occhio del ciclone per le sue vicende comunali e personali. La sua storia ricorda l'epopea di Berlusconi con le Olgettine, che finì malissimo'".

Senaldi invece risponde di "avere omesso di esercitare" sull'articolo, "il controllo necessario ad impedire che con esso venisse offesa la reputazione" di Raggi

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