Pista ciclabile nella bufera, si dimette direttore dei lavori: "Situazione insostenibile"

La causa delle dimissioni è da attribuire ad alcune figure facenti parte del progetto che avrebbero chiesto modifiche ad opera già appaltata

pista ci

La pista ciclabile del lungomare di Catania rischia seriamente di diventare un nuovo 'caso Gioieni', quanto a polemiche politiche e tribolazioni a palazzo degli elefanti. Dopo la polemica sull'improvviso aumento dei costi, con una pesante nota, pubblicata dal consigliere di Fratelli D'Italia Manlio Messina, si è dimesso il direttore dei lavori Carmelo Martelli. La causa delle dimissioni è da attribuire ad alcune figure facenti parte del progetto che avrebbero chiesto modifiche ad opera già appaltata, sforando la copertura finanziaria.

Nella nota di dimissioni si fa riferimento all'ingegner Giuseppe Inturri, ricercatore dell'Università di Catania, che avrebbe proposto di sopraelevare le 7 fermate dei bus a livello del marciapiede, modificare il percorso di piazza Nettuno spostando la pista all'interno invece che sul manto stradale ed il collegamento sul marciapiede tra piazza Mancini Battaglia e via Villini a mare.

"Si è anche definito - scrive il geometra Martelli - che il cordolo in cemento, previsto in un primo momento, non era di gradimento del sindaco e pertanto dovevano essere usati cordoli in gomma da reperire sul mercato nazionale. Si è quindi elaborato il progetto esecutivo, nei limiti delle risorse già impegnate, e mandato in gara. Oggi le stesse persone che hanno collaborato alla stesura del progetto interferiscono in maniera pesante sull'andamento dei lavori chiedendo verbalmente varianti al progetto da loro ben conosciuto a lavori già appaltati ed in corso di esecuzione".

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"Tale situazione è diventata insostenibile e, dovendo agire nell'ambito delle somme impegnate, mi si chiede di rieseguire opere per le quali sarà difficile trovare copertura finanziaria. Inoltre viene contestato il progetto in maniera arbitraria e senza supporto normativo adducendo fantomatiche interferenze tra pedoni e biciclette, come se le piste ciclabili dovessero per forza essere blindate. Ricordordo che vi sono 7 fermate dei bus che hanno carico e scarico dei trasportati nella pista ciclabile e circa 20 passaggi che interrompono la pista. Inoltre - conclude la nota di dimissioni- i cordoli non possono essere posti in linea continua, in quanto le acque meteoriche hano recapito (95 caditoie) proprio nella pista ciclabile, pertanto bisogna lasciare spazio per lo scorrimento dell'acqua".

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