Misure antipovertà, arriva il sostegno d'inclusione per altre 2500 famiglie catanesi

"Agli sportelli della Cisl diffusi nel territorio etneo le famiglie potranno ora chiedere informazioni e assistenza gratuita" spiega Maurizio Attanasio, segretario provinciale di Cisl Catania

Sarà esteso ad altre 2500 famiglie del catanese il sostegno per l'inclusione attiva (SIA), la misura antipovertà del governo nazionale, grazie al decreto del ministero del lavoro e delle politiche sociali del 16 marzo 2017 denominato “Allargamento del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), per il 2017”. Il decreto, già entrato in vigore dal 2 maggio, agevola l’ammissione al beneficio perché individua una nuova soglia minima di accesso equiparata a un punteggio pari o superiore a 25 e non più a 45 punti come prima.

"È un provvedimento che la Cisl a livello provinciale e nazionale ha caldeggiato – spiega Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania – attraverso il tavolo di confronto aperto al ministero delle Politiche sociali. Così come formulato, infatti, l’accesso alla misura era prima fortemente penalizzato per tanti nuclei familiari che, specie in Sicilia e a Catania, sono ormai sulla soglia della povertà, come dicono gli ultimi dati Istat".

Ai soggetti la cui richiesta è stata respinta per punteggio insufficiente, l’Inps rivaluterà l’istanza presentata. "L’istituto – precisa Attanasio – invierà la comunicazione dei nuovi criteri di valutazione ed erogherà anche i bimestri precedenti, come previsto dal nuovo decreto. L’Inps dovrà inviare anche apposite comunicazioni a coloro che erano stati esclusi dal Sia per agevolare l’accesso alla prestazione. Agli sportelli della Cisl diffusi nel territorio etneo le famiglie potranno ora chiedere informazioni e assistenza gratuita".

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Resta però la questione di quanti, nella prima fase, non hanno nemmeno presentato la domanda e che oggi, grazie al decreto, possono rientrare nella platea beneficiaria. "La Cisl chiederà al ministero di riaprire i termini per presentare le istanze ed evitare iniquità – sottolinea il segretario della Cisl etnea – perché in tanti, nella prima fase, non hanno fatto domanda perché scoraggiati dal punteggio ottenuto che li poneva fuori dal beneficio".

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