Librino, branco di randagi staziona davanti alla scuola Campanella Sturzo

Timore delle mamme alla vista dei diversi cani che da mesi colonizzano il quartiere con frequenti incursioni al San Marco. Il consigliere Valenti (M5S) chiede soluzioni al Comune

Ancora branchi di randagi a Librino. Ancora paura per i residenti di una periferia in cui spesso mancano i servizi essenziali (come la luce, centri sportivi, attività ricreative) e in cui si riversano problemi su problemi. Una periferia in cui sono mancati anche i dipendenti comunali per l'attività amministrativa della sesta municipalità.

Dei cani di Librino ce ne siamo occupati a più riprese. Abbiamo dato voce alle denunce del personale sanitario dell'ospedale San Marco, con i medici costretti a rifugiarsi in auto per evitare l'aggressione del branco, e alle denunce di politica e cittadini.

Stavolta i randagi - che stazionano tra la Porta della Bellezza e il San Marco - hanno "scelto" di andare in viale Bummacaro, nella scuola Campanella Sturzo. Molto allarmati i genitori che hanno denunciato, anche sui social, la situazione.

A chiedere un intervento per risolvere l'annosa situazione è il consigliere del Movimento Cinque Stelle Francesco Valenti: "Il tempo delle chiacchiere è finito. Ci vogliono i fatti! A quanto pare per smuovere le acque non sono bastate nemmeno le recenti aggressioni presso l’ospedale San Marco. Adesso possiamo tranquillamente trovare branchi di cani anche dentro le scuole. Abbiamo incontrato, informato e sollecitato più volte tutti organi competenti invitandoli in Municipalità, ma a quanto pare la chiacchiera è bella ma i fatti sono pochi. Forse si aspetta la tragedia!".

Il timore è quello che il branco spinto dalla fame possa aggredire qualcuno. Non sono mancati gli inseguimenti dei cani ai mezzi a due ruote o a chi passeggiava con le buste della spesa.

In una delle recenti sedute del consiglio comunale l'assessore Michele Cristaldi, che ha una delega proprio alla tutela animale, aveva detto di aver incontrato il direttore generale dell'ateneo Giovanni La Via perché per quanto concerne i cani al San Marco la competenza è dell'università. Mentre per le altre aree di Librino la compentenza è comunale: "Abbiamo avviato - ha spiegato l'assessore  un piano con le associazioni per la mappatura e censimento dei randagi in tutta la città e una campagna di controlli del territorio".

La legge prevede che i cani randagi possano essere catturati, sterilizzati e poi quelli di indole docile immessi nuovamente sul territorio con un adeguato segno di riconoscimento e controlli costanti. Un problema difficile da risolvere per gli enti locali e molto gravoso in termini economici, specie per le esangui casse catanesi. Ma Librino chiede sicurezza.

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