Processo Lombardo, l'ex presidente soddisfatto dell'interrogatorio

Le dichiarazioni al termine di quasi 7 ore di interrogatorio - che riprenderà il 20 marzo. "Credo possano essere soddisfatti anche il giudice, i difensori e il pubblico ministero" ha aggiunto l'ex governatore

Aveva già respinto le accuse, sostenendo di non aver mai avuto contatti con la mafia nè chiesto voti a mafiosi. E' Imputato per concorso esterno in associazione mafiosa l'ex presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo.

Dopo le prime 7 ore di interrogatorio - che riprenderà il 20 marzo - in una udienza, nel Palazzo di Giustizia di Catania, ha dichiarato: "L'interrogatorio mi lascia soddisfatto; credo possano essere soddisfatti anche il giudice, i difensori e il pubblico ministero, che hanno avuto da me risposte puntuali che sono andate oltre quelli che erano gli ambiti del processo stesso''

''Credo di aver dato conto per filo e per segno - ha aggiunto - di tutto, dalla mia vita privata al mio impegno politico ed istituzionale. Riprenderemo il 20 marzo perche' mi hanno interrogato due componenti dell'ufficio del pubblico ministero, penso ci siano altri che vorranno farlo e che ci saranno ancora altre domande. D'altronde l'indagine e' tale, si parla di 100 mila pagine, per cui di domande se ne possono fare un'infinita'''.

''Credo - ha proseguito l'ex presidente della Regione Siciliana - di essere andato ben al di la' di quello che forse coloro i quali mi hanno interrogato si aspettassero. Faro' cosi' anche il 20 marzo''.

Riferendosi alle accuse mosse nei suoi confronti da alcuni pentiti Lombardo ha osservato: ''Tutte le domande hanno trovato una mia risposta puntuale. Io, che conosco come si sono svolti i fatti, ho dimostrato l'infondatezza di alcune fandonie che sono state ampiamente propalate nei mesi e negli anni scorsi"

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