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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

Mafia, processione con "inchino" a San Michele di Ganzaria: 39 condanne

I reati contestati dalla Dda di Catania, a vario titolo, sono turbamento di funzioni religiose e istigazione a delinquere. A 30 imputati è stata contestata anche l'aggravante mafiosa

 Ci fu reato nelle tre deviazioni durante la processione del venerdì Santo del 25 marzo del 2016 a San Michele di Ganzaria, per compiere un 'inchino' davanti alla casa del boss mafioso Francesco La Rocca: lo ha deciso il tribunale di Caltagirone che ha condannato 39 imputati a complessivi 80 anni circa. 

Il tribunale di Caltagirone ha condannato a sei mesi ciascuno di reclusione dodici imputati, disponendo la sospensione della pena. Ha comminato due anni e sette mesi di reclusione per altri undici imputati, due anni e nove mesi per otto e tre anni per altri otto. Ha assolto, con la formula perché il fatto non costituisce reato, accogliendo anche la richiesta del Pm Giuseppe Sturiale della Dda di CATANIA, Francesco Pullara, difeso dall'avvocato Roberto Cavevaro, e Simone Franchino e Gaetano La Rocca, figlio di un fratello del boss ergastolano Francesco che era detenuto al 41bis, difesi dai penalisti Luca Fosco e Daniele Guzzetta. Un altro nipote del capomafia, Salvatore La Rocca, figlio di un altro fratello del boss, è stato condannato a due anni e nove mesi di reclusione. Il Tribunale ha disposto anche il risarcimento spese al Comune di Santa Maria di Ganzaria che si era costituito parte civile nel procedimento.

I reati contestati dalla Dda di Catania, a vario titolo, sono turbamento di funzioni religiose e istigazione a delinquere. A 30 imputati è stata contestata anche l'aggravante mafiosa. Ritenuto prescritto invece il reato di riunione pubblica non autorizzata. Tre imputati sono stati assolti perchè il fatto non costituisce reato.

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