Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca San Cristoforo / Piazza San Cristoforo

Droga, bambini utilizzati come "cassieri" a San Cristoforo: tutto veniva annotato nel "libro mastro" dello spaccio

L’attività investigativa, avviata a seguito della denuncia di tentata estorsione sporta dalla titolare di un esercizio commerciale, ha consentito non solo di accertare gli episodi estorsivi ai danni di un imprenditore e di un privato cittadino, ma anche di far emergere un complesso ed articolato traffico di sostanze stupefacenti

Un bambino che prende i soldi, poi guarda con attenzione la banconota da 20 euro ricevuta e indica al "cliente" dove è nascosta la dose che ha comprato. E' una delle scene immortalate nella zona di 'San Cocimo', nello storico rione San Cristoforo di Catania. A riprenderla sono le telecamere nascoste dei carabinieri del comando provinciale e della compagnia Fontanarossa che per un anno, coordinati dalla Dda etnea, hanno indagato su un "Quadrilatero" di spaccio - formato dalle vie Avola, San Damiano, Testai e la piazza Cosma e Damiano - sotto il controllo e la direzione di noti pluripregiudicati tra i quali Roberto Spampinato, figura di elevata caratura criminale, ritenuta contigua al gruppo di “San Cocimo” facente capo a Maurizio Zuccaro e Concetta Zuccaro, sorella del boss ergastolano. Due sono tuttora ricercati.

I bambini nel passeggino mentre si spaccia | Video

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Nei video si vede anche una donna spacciare alla presenza dei suoi due figli: uno che ha meno di 10 anni e le sta accanto, mentre l'altro, piccolo, dentro una carrozzina. Le immagini mostrano anche pusher che, su uno scooter, consegnano la droga direttamente su strada al cliente che aspetta in un'auto posteggiata ai margini di una strada. Ma anche uno spacciatore ritirare l'incasso e contare i soldi. Una donna pusher che cede una dose e recupera la cocaina da un tombino utilizzato come nascondino e anche un debitore, in ritardo con i pagamenti, picchiato e inseguito per strada.

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Le indagini

L’indagine, denominata “Quadrilatero”, è stata condotta dalla compagnia dei carabinieri dal dicembre 2018 al dicembre 2019 e ha consentito di disarticolare i gruppi criminali che gestivano 3 fiorenti “piazze di spaccio” di sostanze stupefacenti radicate nel popolare quartiere di “San Cristoforo”, zona “San Cocimo”, roccaforte degli affiliati all’omonimo gruppo capeggiato da Maurizio Zuccaro, organico alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano. L’attività investigativa, avviata a seguito della denuncia di tentata estorsione sporta dalla titolare di un esercizio commerciale, ha consentito non solo di accertare gli episodi estorsivi ai danni di un imprenditore e di un privato cittadino (vittima del “cavallo di ritorno”), ma anche di far emergere un complesso ed articolato traffico di sostanze stupefacenti gestito da sodalizi criminali organizzati secondo un modello gerarchico, con al vertice i capi piazza che, avvalendosi del contributo degli associati in relazione al ruolo rivestito (vedetta, pusher, rifornitore e custode dello stupefacente), garantivano l’operatività delle piazze di spaccio. L’indagine, svolta mediante attività di video riprese, intercettazioni telefoniche e prolungati servizi di osservazione e pedinamento, ha permesso di documentare le innumerevoli cessioni di sostanza stupefacente (cocaina, crack e marijuana) che avvenivano presso le piazze di spaccio ubicate nella rete di vicoli stretti del quartiere di “San Cristoforo” ed in particolare in Via San Damiano, Vicolo Testai e Via Avola. Le condotte illecite venivano poste in essere secondo meccanismi ben rodati e consolidati, a volte anche in presenza o addirittura con il coinvolgimento materiale di bambini. I sodali, impiegati in diversi turni orari nell’arco della giornata, si sono rivelati particolarmente abili nel rimodulare di volta in volta le loro “strategie operative” a causa dei pressanti controlli da parte delle forze di polizia, “spostando” le piazze di spaccio in diverse vie e vicoli dello stesso quartiere, nonché modificando in continuazione le modalità di cessione dello stupefacente. Di particolare rilievo, inoltre, l’episodio del ritrovamento e sequestro del libro contabile (“carta delle piazze di spaccio”) di una piazza di spaccio, nel quale venivano annotati i proventi delle attività illecite e le dosi di stupefacente vendute.

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