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Il Comune etneo rischia il crac? Grave la situazione economica

Una speranza per evitare il dissesto economico arriva dalla spending review. Sembra che siano pronti 171 milioni per i Comuni siciliani. I fondi saranno erogati alla Regione ma dovranno essere ceduti ai Comuni

Gravissima la situazione economica del Comune di Catania che sembra rischiare il crac. Quattro anni fa le casse comunali sono state salvate dal comitato interministeriale per la programmazione economica che dispose uno stanziamento di 140 milioni per far fronte all’emergenza finanziaria dell’ente locale. Oggi la situazione è sull’orlo del precipizio e gli stessi stipendi dei dipendenti sono a rischio.

“L’amministrazione comunale parla sempre di minori trasferimenti o ritardi negli incassi dei trasferimentidichiara Carlo Cittadino componente del collegio dei revisori del Comunema un buon amministratore, che sa leggere gli eventi deve saper programmare per tempo gli imprevisti”.

Il Comune di Catania, insieme agli altri comuni siciliani che registrano una grave situazione economica, è passata al vaglio della Corte dei Conti che ha sottolineato come “le diffuse situazioni di squilibrio, sia di competenza che di cassa, sono all’origine di debiti fuori bilancio e di passività latenti destinate ad assumere connotati di maggior rilievo a causa della riscontrata tendenza ad occultarne l’esistenza in attesa di poter procedere a un loro riconoscimento”. 

Sulla condizione in cui versa il Comune di Catania, la Corte dei Conti  ha anche parlato di pesanti incongruenze tra le informazioni acquisite dei bilanci 2008 -2010. Inoltre, il rendiconto finanziario dell’anno passato, seppure il termine ultimo per la sua votazione fosse il 30 aprile scorso, non è stato ancora approvato. Manca, infatti, il parere dei revisori dei conti che hanno ricevuto dall’amministrazione i documenti richiesti solo pochi giorni fa. La mancanza dell’approvazione del rendiconto ha portato la Regione a nominare - nei primi giorni di luglio - un commissario affinché il consiglio comunale approvi il bilancio, dando un nuovo termine, improrogabile: il 31 agosto 2012.

In una situazione del genere il comune dovrebbe diminuire le proprie spesecontinua Carlo Cittadinoinvece i costi superflui e onerosi  nella nostra amministrazione sono molteplici e nessuno intende rivedere i capitoli di spesa perché  si rischia di toccare indirettamente situazioni ormai legittimate. Per esempio, potrebbero essere ridimensionati gli affitti inutili, le consulenze esterne, i gettoni di presenza e i permessi vari, potrei continuare all'infinito” .

Una speranza per evitare il dissesto economico arriva dalla spending review. Sembra, infatti, che siano pronti 171 milioni per i Comuni siciliani. I fondi saranno erogati alla Regione, ma dovranno essere ceduti ai Comuni “ricadenti nel proprio territorio”. Complessivamente l’emendamento destina 800 milioni ai Comuni delle regioni a statuto ordinario, alla Regione siciliana e alla Sardegna. La Sicilia è la regione nella quale dovrebbero arrivare la maggior parte delle risorse per i Comuni (171,508 milioni).

“Se il comune andrà in default a rimetterne saremo noi catanesiconclude Cittadino - infatti tutte le aliquote delle imposte locali andranno al massimo, anche se buona parte già lo sono” .

 

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