Casa del Mutilato, Comune e Regione aprono per l'acquisizione del bene

Dopo l'allarme lanciato dal Cervantes anche in consiglio comunale, dopo un intervento di Luca Sangiorgio, si è parlato dello storico bene che potrebbe poter rientrare all'interno del patrimonio pubblico dopo anni di abbandono

La Casa del Mutilato, in piazza Teatro Massimo, potrebbe tornare a vivere. Lo storico immobile, dopo anni e anni di abbandono, potrebbe rientrare a far parte del patrimonio pubblico. La notizia è stata confermata nel corso di una delle ultime sedute del consiglio comunale. A sollevare la questione è stato il capogruppo di maggioranza Luca Sangiorgio che ha ricevuto la risposta dell'assessore Barbara Mirabella che ha confermato l'interesse dell'ente comunale per il bene.

La storia

Il bene architettonico, situato nella centralissima piazza Teatro Massimo, è stato al centro di una lunga disputa tra privati e burocrazia pubblica e come nelle peggiori storie tutte italiane ha visto il lento e progressivo degrado di un luogo che racchiude anni e anni di storia.

Infatti l'opera, realizzata durante il regime fascista dall'architetto Fischietto, conserva delle sculture sulla facciata di grande pregio nonché, al suo interno, vi sono affreschi e arredo di grande valore. Dopo la dismissione del bene nel 2006 da parte dell'assocazione mutilati ed invalidi di guerra i privati hanno cercato di valorizzare l'immobile concepedo un progetto di ricettività turistica.

Gli imprenditori Santo e Pietro Campione hanno però dovuto fare i conti con la Soprintendenza dei Beni Culturali etnea e la Provincia che prima cercano di esercitare il diritto di prelazione dell'acquisto del bene, seppure in ritardo, e poi finisco dinanzi al Tar. Dopo un primo round a favore degli imprenditori, qualche anno più avanti, è la Soprintendenza che non concede le autorizzazioni necessarie e proseguono le traversie giudiziarie e amministrative.

Con la scomparsa di Santo Campione poi il progetto si arena e la proprietà ha poi subito il pignoramento dell'immobile con la sua esecuzione forzata.

L'intervento

Prima Casapound, qualche anno fa, poi lo Spazio Libero Cervantes hanno acceso i riflettori sulla vicenda specie dopo che il bene ha subito una chiusura per anni e anni con un progressivo peggioramento delle sue condizioni.

Una prima asta, andata deserta per l'importo di circa 2 milioni, si era tenuta nel 2017 e quest'anno ve ne sono state altre con ulteriori ribassi. Il capogruppo di maggioranza Luca Sangiorgio, nel corso di una seduta del civico consesso, è intervenuto per sottolineare la condizione di "un immobile di pregio storico e artistico all'asta per 750mila euro e che potrebbe essere aggiudicato anche a 500mila euro".

"Così con queste cifre - ha proseguito il consigliere - si potrebbe pensare di darne una destinazione pubblica e sopratutto la Regione potrebbe esercitare il diritto di prelazione sul bene per l'acquisto".

Già in un primo momento, dopo la denuncia del Cervantes, il presidente della Regione Nello Musumeci aveva aperto sulla possibilità di acquisto dell'immobile. Volontà confermata in consiglio anche dall'assessore Barbara Mirabella: "Ho scritto proprio al presidente sul tema. E' imbarazzante che possa essere svenduto".

Sembrerebbe che nel corso dell'ultimissima asta sia stata presentata un'offerta di circa 860mila euro ma si sta verificando la regolarità tecnica del procedimento e vi sono verifiche in corso e comunque il diritto di prelazione dovrebbe essere vigente ad ogni asta effettuata.

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Infatti l'assessore Mirabella ha confermato l'interesse delle istituzioni per restituire alla città un bene di grande valore artistico che giace, adesso, tristemente abbandonato.

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