Giovedì, 23 Settembre 2021
Salute

L'associazione etnea Malati Alzheimer contro la “malattia della memoria” attiva nel “Supporto Telefonico”

Il comitato medico-scientifico “AMA” e la presidentessa Anna Milazzo della onlus catanese, in prima linea nel supporto a distanza via telefonica per pazienti in difficoltà, durante il lockdown Covid, affetti dall'Alzheimer e per i familiari che si occupano della cura e vicinanza del malato

“Una persona che soffre del morbo di Alzheimer può perdere il senso delle date e del passare del tempo; possono anche avere difficoltà a concentrarsi e impiegano molto più tempo nel fare le cose quotidiane, infatti uno dei segnali più comuni del morbo di Alzheimer è la perdita di memoria, soprattutto il dimenticare informazioni apprese di recente; a volte, possono dimenticarsi dove si trovano al momento o come sono arrivati lì”.

E' quanto afferma la presidentessa Anna Milazzo della onlus etnea “Associazione Malati Alzheimer” di Catania, nel presentare il servizio di “Supporto Telefonico”, attivo dallo scorso anno, cioè da quando è iniziato il lockdown da Covid.

Il comitato medico-scientifico “AMA” e la presidentessa Anna Milazzo dell'associazione, sono sempre in prima linea nel supporto a distanza via telefonica per pazienti affetti da Alzheimer e per i “caregiver”, cioè i familiari che si occupano in modo informale della cura, supporto e vicinanza, dell'esperienza di difficoltà e sofferenza del malato, impegnandosi nelle attività quotidiane di cura della persona. 

“Chi è affetto dal morbo e si rivolge a noi - continua Anna Milazzo -, è spesso un paziente di sesso sia maschile che femminile, di età compresa fra i 60 e gli 80 anni, residente anche fuori dalla provincia etnea. L'Associazione malati Alzheimer di Catania - continua la presidentessa -, con sede a Catania presso il Centro di via Salvatore Paola 9, telefono 095 501001 -, è a fianco da decenni sul territorio etneo dei malati del morbo che attacca la memoria del paziente, e dei loro familiari, attraverso diverse attività, dedicate alla sensibilizzazione e prevenzione delle malattie neuro-degenerative, ma anche attraverso attività rivolte sia a soggetti con Demenza in generale, sia ai loro familiari. Attività di aiuto, che a seguito del primo Dpcm del 9 marzo 2020 del Governo per contenere il contagio Covid, sono state bruscamente sospese. Così per i malati di demenza e i loro familiari è venuto a mancare quello 'spazio' di incontro settimanale a loro dedicato, che aveva tra gli obiettivi principali quello del contrasto all'isolamento sociale, una delle conseguenze più drammatiche per chi si trova a dover convivere con le forme di demenza, qual è appunto l'Alzheimer”.

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La sospensione delle attività, però, non ha impedito ai volontari dell'AMA, di continuare il cammino a fianco di chi si trova a dover convivere con una malattia drammatica, qual è la demenza, e dal mese di maggio 2020 ad oggi, è stato attivato il servizio di “Supporto Telefonico”. Il servizio, attivo 7 giorni su 7, è costituito da una prima fase di accoglienza telefonica caratterizzata da cordialità, disponibilità, rassicurazioni ed ascolto empatico, e in seguito da un supporto medico specialistico e psicologico. Ciò ha guidato e supportato i familiari in diverse situazioni problematiche, facendo sì che questi non si sentissero soli e avessero invece un punto di riferimento importante, quello dei volontari dell'AMA. Un riferimento anche per tutti quei “caregiver” in generale, che a seguito del lockdown si sono trovati completamente da soli, privi di qualsiasi aiuto, anche informativo, su tutti gli aspetti legati all'emergenza sanitaria, alle nuove modalità di gestione ed anche “protezione” del loro caro, oltre che renderli meno esposti alle possibili ripercussioni che tale emergenza avrebbe potuto provocare per quanto concerne l'evoluzione e/o l'aggravamento della malattia, o possibili comportamenti/problema del soggetto con demenza. Un ascolto attivo, garantito da servizio di Supporto telefonico, tuttora attivo, e che ha avuto un forte riscontro, ed è la conferma che i familiari dei soggetti con demenza hanno continuamente bisogno, e diritto, di essere comunque sostenuti.

Questa importante iniziativa, coordinata dal presidente dell'associazione, ha fatto sì che i familiari dei soggetti con demenza, non venissero lasciati fuori da ogni rete di protezione sociale e sanitaria. Il servizio, è coordinato dalla presidentessa dell'associazione Anna Milazzo, con la collaborazione medico-specialistico del Comitato scientifico dei medici volontari - nello specifico composto dell’équipe medico specialistica dell’Ama: composta dai medici dottori Serena Grioli, medico Neurologo responsabile UVA Arnas Garibaldi Centro; Giuseppe Valenti, medico Neurologo e Psichiatra; Teo Raciti, medico di Famiglia e docente di Medicina di Famiglia presso la facoltà di Medicina dell'Università; e dalla dottoressa Giuseppina Galati, psicologa esperta in Neuropsicologia clinica -, che ha permesso di mantenere quel legame con tutti gli ospiti, che frequentavano le attività, ma anche di offrire ascolto telefonico e supporto, diventando un importante punto di riferimento per tanti parenti “caregiver” che da una parte si sono trovati, a seguito delle misure restrittive di questa emergenza sanitaria, a vedere aggravato lo stato di salute cognitivo, comportamentale, relazionale ed emozionale dei loro cari; dall'altra i soggetti affetti dal morbo, si sono ritrovati “prosciugati” nelle rispettive risorse psico-fisiche dall'assistenza continuativa in quanto privi, di qualsiasi supporto. Il servizio telefonico, attivo 7 giorni su 7, come detto, è costituito da una prima fase di accoglienza telefonica caratterizzata da cordialità, disponibilità, rassicurazioni e ascolto empatico, e in seguito da un supporto medico specialistico e psicologico. Tutto ciò ha guidato e supportato i familiari in diverse situazioni problematiche, facendo sì che questi non si sentissero soli e avessero invece un punto di riferimento importante, quello dei volontari dell'AMA.

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