Giovedì, 23 Settembre 2021
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Il Catania saluta subito i playoff: Foggia corsaro al "Massimino"

Il Catania saluta subito i playoff: Foggia corsaro al "Massimino"

In rete il giovane Balde, autore di una doppietta, e Curcio, l'ex tanto atteso e autore del secondo gol degli ospiti. Un Catania che inizia bene la gara, ma alla prima difficoltà si sgretola di fronte agli uomini di Marchionni che studia bene la gara e colpisce nei punti deboli gli etnei. Finisce 1-3

Catania-Foggia, le pagelle: Giosa male, Reginaldo ci prova

Catania-Foggia, le pagelle: Giosa male, Reginaldo ci prova

Il Catania esce al primo turno dei playoff contro il Foggia. Reginaldo prova a dare vivacità negli ultimi metri fino a quando resta in campo. Difesa disattenta e vulnerabile contro la velocità degli attaccanti della squadra pugliese. Finisce 1-3, con la vittoria della squadra allenata da Marchionni

Pari tra Foggia e Catania: etnei attendono esito ricorso 2 punti

Pari tra Foggia e Catania: etnei attendono esito ricorso 2 punti

Il 5 maggio si pronuncerà il Collegio di Garanzia del Coni in merito al ricorso relativo ai due punti di penalizzazione. Dopo il 2-2 contro il Foggia, il Catania è al momento sesto in classifica. Con due punti balzerebbe a pari merito con la Juve Stabia e in virtù dei migliori scontri diretti, andrebbe ad affrontare un avversario diverso

Corpus Christi

Corpus Christi

Daniel, vent�anni, sta scontando la sua pena in un centro di recupero giovanile. Il crimine commesso tempo prima gli impedisce di seguire la sua vocazione, quella di diventare un prete. L�incontro con una piccola comunità in cerca di un nuovo sacerdote e una veste �galeotta� trascineranno Daniel in una nuova vita, figlia di un equivoco che diventerà allo stesso tempo assoluzione e calvario.

Il primo Natale

Il primo Natale

A Palermo vive Salvo, un ladro di arte sacra, ateo convinto. A Roccadimezzo Sicula, invece, vive padre Valentino, un prete affascinato dalla potenza iconica del presepe. Alla vigilia delle festività natalizie, Salvo non resiste alla tentazione di appropriarsi di una preziosa reliquia che si trova proprio nella chiesa del piccolo paesino di padre Valentino. Scoperto il furto, padre Valentino non ha altra scelta se non quella di gettarsi alla rincorsa del ladro ma, così facendo, per magia, o per chissà quale altra ragione, i due si ritroveranno catapultati nella Palestina dell'anno zero, a pochi giorni prima della nascita di Gesù.

Oltre la bufera

Oltre la bufera

Tornato ad Argenta dopo la Grande Guerra, don Giovanni Minzoni tenta di riorganizzare la vita sociale e culturale della comunità, cercando di aggregare nel vecchio ricreatorio i ragazzi dispersi nelle campagne. I socialisti, capeggiati da Natale Gaiba, assessore comunale, dimostrano apertamente il loro disprezzo nei confronti della chiesa e di quel prete. Ma quando i rapporti sembrano prendere la piega della comprensione e della collaborazione, un�altra forza politica, moderna e inaspettata, fa il suo ingresso nella storia e in quel piccolo paese emiliano. Augusto Maran, insegnante rancoroso, tornato anch'egli dalla guerra, sente che è il momento giusto per portare il potere locale in proprio favore, a costo di compiere anche atti violenti. Il fascismo sta prendendo piede nelle città e nella campagne di tutta Italia, e anche ad Argenta iniziano i primi tumulti, le prime aggressioni, le quali sfociano nell'uccisione di Natale Gaiba. La gente del paese, persa ogni speranza, si aggrappa così alla figura di don Giovanni Minzoni, ultimo uomo "giusto" rimasto in paese, l'unico che potrebbe arginare la forza distruttiva di quella gente in camicia nera. Il parroco risponde a quegli atti vili con la creazione delle prime cooperative femminili e con la costruzione di un teatro per ragazzi. Il fascismo, d'altro canto, cerca di portare dalla propria parte don Minzoni, offrendogli la possibilità di diventare cappellano della milizia. L'animo puro e intransigente ai ricatti e alle minacce del prete, porterà Augusto Maran e la sua banda ad un finale violento, inaspettato ma forse già scritto. L'uccisione di don Giovanni Minzoni il 23 agosto del 1923 non solo smosse le coscienze degli uomini dell'epoca, ma come un fantasma continuò ad agitare l'Italia per decenni.

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