Catania-Melfi, la curva Nord diserterà lo stadio: "Il tempo di Pulvirenti è finito"

Sono un lontano ricordo le prime gare del campionato, quando una numerosa cornice di pubblico rossazzurro aveva accompagnato le sfide interne degli etnei

Sono un lontano ricordo le prime gare del campionato, quando una numerosa cornice di pubblico rossazzurro, nonostante un'estate passata tra mille tribolazioni e condita dalla nota inchiesta, "I treni del gol", aveva accompagnato le sfide interne del Catania. Numeri da capogiro per una categoria come la Lega Pro. Numeri che sono andati a scemare nel corso della stagione.

Fino ad arrivare alla protesta vera e propria del tifo organizzato. E così alla vigilia di un mach che vale una stagione, quello interno contro il Melfi del 24 aprile, la curva Nord annuncia tramite un comunicato ufficiale che non prenderà parte alla sfida in programma al "Massimino".

"Questa stagione disastrosa per i colori rossazzurri volge al termine e mentre si susseguono le dichiarazioni della dirigenza che si affretta a rassicurare i tifosi e la città, promettendo la salvezza all'ultima giornata, ci teniamo a precisare in maniera chiara e non fraintendibile le nostre posizioni" spiegano i rappresentanti della curva.

"Gli inviti ad attendere con fiducia un destino promesso non fanno per noi, soprattutto se provenienti da quella stessa società che nel giro di appena due anni ci ha fatto precipitare dal palcoscenico della massima serie ai campi della Lega Pro, subendo pure l'onta della frode sportiva.
Se ricordate, anche allora i massimi dirigenti facevano a gara per eludere le richieste di confronto e le proteste dei tifosi preoccupati, invitando all'ottimismo e alla fiducia, e guardate com'è finita"

"Detto questo, se l'attuale dirigenza ha qualche asso nella manica o capacità di preveggenza che a noi comuni mortali manca ed è in grado di assicurare la salvezza a questa squadra, che facciano pure, non saremo di certo noi a ostacolarli. È bene precisare fin da ora che nessuno verrà acclamato come salvatore e che la permanenza risicata nel campionato di Lega Pro è ben al di sotto degli obiettivi minimi che questa società avrebbe dovuto garantire a una piazza importante come quella di Catania"

"Rimarremo fuori dallo stadio, come abbiamo fatto nelle ultime giornate, organizzando iniziative che promuovano i valori ultras, della fratellanza e dell'aggregazione, distanti anni luce dalle speculazioni del calcio moderno, di cui anche i nostri amati colori sono stati vittima. Amare il Catania, oggi, vuol dire soprattutto far capire a Pulvirenti che il suo tempo è finito".

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