Elezioni, a sinistra "molto rumore per nulla": ritorna in auge Enzo Bianco

La nuova legge elettorale dei Comuni e la mancata affermazione di un volto nuovo a sinistra, forte ed autorevole, potrebbe ribaltare la situazione e riportare Bianco in posizione di forza, nonostante tutto

Riunioni, nomi mai smentiti, avvicinamenti, poi smarcamenti. Se nel centro-destra la partita sulle candidature si è chiusa con una riproposizione della situazione romana - in cui la Lega vuole smarcarsi dagli alleati, con Angelo Attaguile che sfiderà Salvo Pogliese - nel centro-sinistra, dopo mesi di tentativi, alla fine le diverse anime del Partito Democratico sembra che 'chiuderanno' sull'attuale sindaco Enzo Bianco. Uno scenario preannunciato da questa testata già a dicembre, basato su di una ormai inevitabile necessità. Che, a quanto pare, si fara virtù anche se i diversi protagonisti avrebbero più volte cercato altre soluzioni: pensando prima ad un appoggio al candidato civico Emiliano Abramo e poi ad una candidatura dell'avvocato autonomista Carmelo Galati.

Il dato normativo

Un ragionamento che sembrerebbe basato più sui numeri che su ragioni di sincera convinzione. Con la nuova legge elettorale per i Comuni, infatti, i candidati al Consiglio questa volta avranno un peso determinante rispetto al passato. Perchè? Il nuovo dettato normativo, oltre a fissare lo sbarramento del 5% alle liste, ha ripristinato il cosiddetto "effetto trascinamento", secondo il quale il voto dato ai candidati consiglieri confluisce automaticamente anche al candidato sindaco, e il premio di maggioranza. In tal modo, qualsiasi candidato sindaco avrà la tentazione di fare più liste possibili con il suo nome, cercando di canalizzare l'attenzione elettorale su sé stesso. Sì spiegherebbero in questo modo le famose, e ancora sconosciute, otto liste che il sindaco Bianco avrebbe pensato a suo sostegno.

Oltre a questo, l'altro effetto automatico sarà quello di creare nei candidati consiglieri un'incertezza tale per la quale, in sostanza, chi non sceglie in modo netto il candidato forte rischia seriamente di restare fuori dal civico consesso. Una situazione che, recentemente, è venuta a verificarsi a Misterbianco dove nonostante le differenti posizioni politiche, anche membri dell'ex opposizione alla vecchia giunta, hanno supportato la candidatura di Antonio Di Guardo, riconfermando, mentre chi non lo appoggiava è rimasto fuori. A rendere più agguerrita la corsa, infine, vi è la nuova composizione del Consiglio che, da quest'anno, vedrà ridotto di 10 unità il numero dei consiglieri, passando da 45 a 35.

Il dato politico

Ad avvalorare quest'ipotesi, dall'altra parte, c'è un secondo dato. Tutto politico. In questi cinque anni di opposizione, di fatto, tutti i protagonisti di quella che è stata chiamata l'opposizione interna ad Enzo Bianco, da Niccolò Notarbartolo a Sebastiano Arcidiacono, di fatto, non sono riusciti a creare un percorso che abbia portato a presentare un nome forte da contrapporre a quello di Bianco. Il segretario della Comunità di Sant'Egidio, Emiliano Abramo - supportato inizialmente da entrambe le aree dei consiglieri comunali - sembrerebbe oggi sempre meno 'attraente' e, dopo un iniziale corteggiamento, potrebbe essere supportato ad oggi soltanto da una lista di Niccolò Nortarbartolo e, forse, da realtà di associazionismo locale. L'appoggio di Arcidiacono e di Maurizio Caserta sembrerebbe infatti sempre meno certo.

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Alla fine, insomma, per citare Shakespeare, sembrerebbe che in questi mesi si sia fatto "molto rumore per nulla", e che senza una proposta civica autorevole, il Partito democratico etneo - in cui compare anche l'area di Nicola D'Agostino - supporterà gioco forza 'l'usato sicuro', rappresentato dalla 'nuova' ricetta di Enzo Bianco. Che, però, come annunciato dallo stesso primo cittadino, si presenterà in modo 'civico', ovvero senza il simbolo del Pd. 

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