Violenza di Trecastagni, la dottoressa attacca l'Ordine dei medici: "Lasciata sola"

Serafina Strano, la dottoressa che subì violenza sessuale a Trecastagni, commenta duramente il comportamento dell'Ordine dei medici. Ma il presidente catanese Massimo Buscema replica: "Noi sempre vicini, sarà un momento di scoramento"

La condanna di Alfio Cardillo - l'uomo arrestato dai carabinieri di Trecastagni per aver usato violenza sessuale sulla dottoressa di guardia medica Serafina Strano - porta con sé un'amara nota di polemica, sollevata dalla stessa vittima durante un'intervista all'Ansa. Commentando l'esito della sentenza la professionista ha infatti attaccato duramente l'Ordine dei medici catanese, accusando i suoi vertici di "averla abbandonata". Al centro della querelle, la mancata costituzione di parte civile dell'ente all'interno del procedimento penale contro Cardillo.

"La condanna l'ha decisa un giudice - ha dichiarato Strano - e sarà giusta, non sono un'esperta, ma a me resta l'amarezza dell'assoluta indifferenza dell'Ordine dei medici di Catania che mi ha lasciata sola, senza costituirsi parte civile nel processo". "Trovo scandaloso - ha aggiunto - che nonostante la mia segnalazione, l'Ordine dei medici di Catania non sia stato al mio fianco, ignorando il mio caso. E' l'ennesima dimostrazione che il sistema è malato".

Intervistato dalla nostra testata, il presidente dell'Ordine catanese Massimo Buscema ha spiegato di essere amareggiato dalle parole della collega, e ha chiarito di aver fatto di tutto per supportarla. "Ho difficoltà anche a replicare a queste parole - spiega Buscema a CataniaToday - da sempre il nostro Ordine è stato vicino alla collega Strano. A dirlo è stata anche lei stessa, quando, una volta andata in visita alla Camera, all'ex presidente Boldrini ha dichiarato di aver ricevuto il nostro aiuto".

"Il nostro intervento, tuttavia, non si è fermato qui - chiarisce Buscema - Io ho voluto fortemente la sua presenza sia al consiglio nazionale dell'Enpam che alla riunione della Fnom-ceo (la conferenza che raccoglie tutti i presidenti degli ordini dei medici territorialim ndr). Proprio lì, alla presenza dei presidenti d'Italia, abbiamo fatto approvare un ordine del giorno sulla sicurezza nelle guardie mediche, poi consegnato al Ministro, per fare di questo fatto catanese un problema nazionale".

"Abbiamo anche fatto una conferenza stampa all'ordine dei medici di Catania - aggiunge inoltre - ma, successivamente, ho ritenuto che questa sovraesposizione mediatica rischiasse di rendere la vicenda antipatica. Ho rifiutato di prendere parte ad altri avvenimenti, proprio per evitare che si pensasse che io o i miei colleghi volessimo sfruttare questa tragedia per farci pubblicità". "Per quando riguarda la costituzione di parte civile - chiarisce il presidente - è stato un gesto che avevamo già richiesto per l'aggressione del collega Puleo al Vittorio Emanuele, ma i giudici hanno rigettato la costituzione". "Per questo non abbiamo proceduto anche per lei.  Dopo tutto, noi non siamo preposti a tutelare l'incolumità dei medici".

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"Forse la collega è in un momento di scoramento - ha spiegato in fine - Se per lei la costituzione parte civile rappresenta il parametro su cui misurare la vicinanza lo comprendo  ma rimane un fatto molto opinabile".

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