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Rifiuti, si attende il giorno 'del cambiamento': tutti i nodi da risolvere

Il Comune ha annunciato una conferenza stampa in cui, insieme al privato che gestirà il servizio-ponte - la Dusty - spiegherà i cambiamenti nelle attività di raccolta dei rifiuti. Intanto i 102 lavoratori del bacino prefettizio sono stati assunti e la città attende con il fiato sospeso

Il grande giorno è arrivato. Dopo le inchieste della magistratura, i mesi di stallo, i cassonetti strabordanti e le strade della città invase dalla spazzatura, il Comune di Catania sembrerebbe aver risolto - almeno per il momento - le gravi criticità in cui verte il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Quello che sembrava ormai un nodo insolvibile per l'ente appare ormai 'sciolto' anche se l'operazione non è stata affatto semplice. Sono serviti infatti un cambio nei vertici politici, ore di lavoro, la rimodulazione del bando - dopo quattro gare andate deserte per le condizioni considerate sfavorevoli per i diversi privati che ambivano a gestire l'appalto - e l'assuzione a tempo indeterminato dei 102 lavoratori del cosiddetto bacino prefettizio che, fino ad oggi, erano rimasti senza contratto e, per questo, avevano intrapreso diverse azioni di protesta. Con le dovute conseguenze per l'efficacia del servizio. 

Grazie alla pubblicazione della cosiddetta gara-ponte, un mini-bando che serve a gestire il servizio per 130 giorni, prorogabili, per un ammontare di 18 milioni e 300 mila euro iva compresa, l'unica azienda partecipante - la Dusty s.r.l. dell'imprenditrice etnea Rossella Pezzino De Geronimo- entro venti giorni dall'affidamento dovrà fare partire le attività nel territorio comunale. Missione 'quasi' compiuta visto che, con una conferenza stampa, il sindaco, l'assessore Fabio Cantarella ed il privato spiegheranno domani mattina le novità nella gestione del servizio che, ufficialmente, scatterà lunedì 17 settembre. 

Non sono pochi, tuttavia, i problemi che il nuovo gestore dovrà affrontare. Il primo, il più evidentente, è la sostanziale mancata implementazione di un servizio di raccolta differenziata degno di questo nome. Il 'misero' 7% raggiunto dal consorzio Seneco - unione delle ditte Senesi ed Ecocar, entrambe raggiunte da provvedimento interdittivo antimafia e coinvolte negli episodi corruttivi dei funzionari comunali Massimo Rosso ed Orazio Fazio - è un valore fin troppo basso per essere considerato soddisfacente.

Al Comune, per questo aspetto in particolare, spetterà invece un ruolo di vigilanza 'serio', soprattutto nel caso dell'applicazione delle pesanti sanzioni previste per il mancato raggiungimento degli obiettivi minimi contrattuali. Ruolo mai realmente svolto dalla precedente amministrazione chee, anche per questo, è finita sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Catania. I risultati della cattiva gestione, del resto, sono stati sotto gli occhi ed il naso dei cittadini che soprattutto nella zona sperimentale del 'porta a porta' hanno visto le strade riempirsi di spazzatura, con i conseguenti e connessi problemi igienico-sanitari. Ad aggravare la situazione, le condizioni dei cassonetti spesso distrutti e senza le previste coperture che prevengono dalla putrefazione dell'umido

Problemi sui quali, come promesso dall'assessore Cantarella - intervistato dalla nostra redazione - la nuova giunta vigilierà con attenzione, in attesa della stesura e della pubblicazione del bando principale. O dei bandi, al plulare, come spiegava in campagna elettorale l'allora candidato sindaco Salvo Pogliese che, per la prima volta, avanzava l'ipotesi di spezzettare il servizio in più funzioni o in periodi temporali più brevi e provare ad attaccare il problema in modo più 'controllabile'. 

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